Fino all'ultimo respiro“Fino all'ultimo respiro”, le gare azzurre concluse in maniera rocambolesca all’ultimo minuto. Dal 'crudele' epilogo al golden gol della finale contro la Francia del 2000 passando per il rigore fatale di Gianfranco Zola contro la Germania nel 1996, fino ai gloriosi quarti di finale contro l'Inghilterra del 2012, decisi da Andrea Pirlo ai rigori, con il celebre cucchiaio.
Le grandi sorprese
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Le grandi sorpreseLe partite più incredibili, i risultati più inattesi, i successi più improbabili. In una parola: le sorprese. “Le Grandi Sorprese” è infatti il titolo della seconda puntata della nuova stagione di Sfide, in onda venerdì 20 maggio su Rai3.
Il programma di Simona Ercolani racconterà alcune tra le pagine più belle della storia del calcio europeo. Storie dal sapore unico e considerate irripetibili, come la cavalcata della Danimarca verso la vittoria del 1992 e quella della Grecia del 2004, raccontata dalle voci dei protagonisti: i calciatori danesi Henrik Larsen, Kim Vilfort e il ct Richard Moller Nielsen e il calciatore greco Traianos Dellas. Non mancano ovviamente le sorprese legate all’Italia. Come la partita Italia-Inghilterra dell’Europeo 1980 raccontata da Giancarlo Antognoni, Antonio Cabrini, Marco Tardelli, Dino Zoff, Francesco Graziani, e Peter Shilton ma soprattutto la partita contro la Germania, nel 2012. Semifinale. Gli azzurri e gli altri eterni rivali: i tedeschi. Favoriti calcisticamente in un momento in cui il confronto politico Roma-Berlino è più aspro che mai. Sfide entra nelle emozioni di quella partita attraverso le voci del capitano Gianluigi Buffon, del commissario tecnico di allora Cesare Prandelli, di Riccardo Montolivo e Alessandro Diamanti. Con loro si rivivono momenti di una partita tra le più belle della storia degli Europei per l’Italia.
Sfide, l’Europeo come non l’avete mai visto.
L'Europeo perfetto
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L'Europeo perfettoIl miglior girone, la miglior semifinale, la miglior finale. Ovvero l’Europeo perfetto dell’Italia. La terza puntata di Sfide, il programma di Simona Ercolani, in onda venerdì 27 maggio su RaiTre, è dedicata a un immaginario Europeo perfetto, giocato con le partite più belle e più importanti della storia dell’Italia nella massima competizione continentale. Alex Zanardi e la squadra di Sfide accompagnano i telespettatori in un viaggio nel tempo che comincia dal girone dell’Europeo 1988, in cui la Nazionale guidata da Azeglio Vicini e piena di giovani che venivano dall’Under 21 entusiasmò per la qualità del suo gioco e per i risultati. A raccontare quell’avventura sono alcuni tra i protagonisti di quel gruppo: Gianluca Vialli, Nando De Napoli e Beppe Bergomi. Il racconto si sposta, poi, ad Amsterdam, nel 2000, per rivivere la semifinale Olanda-Italia, una delle partite più emozionanti di sempre, ricordata con le del parole ct Dino Zoff e dei calciatori Fabio Cannavaro, Luigi Di Biagio, Francesco Toldo e Demetrio Albertini. Nell’Europeo, al tempo stesso immaginario e reale di Sfide, la finale perfetta si gioca a Roma: è il 1968. Italia-Jugoslavia, la meravigliosa vittoria degli Azzurri ricordata dalle voci e dalla memoria di Giancarlo De Sisti, Sandro Mazzola, Pietro Anastasi e dello jugolsavo Dragan Dzajic, tutti protagonisti diretti di una partita memorabile.Sfide, l’Europeo come non l’avete mai visto.
I Re d'Europa
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I Re d'EuropaLa classe, il talento, la forza. I campioni che hanno fatto la storia dell’Europeo di calcio. La quarta puntata di Sfide, il programma di Simona Ercolani, in onda venerdì 3 giugno su Rai3, è dedicata ai calciatori più importanti, quelli che hanno lasciato il segno nelle varie edizioni dei campionati europei per Nazionali. I Re d’Europa. Si parte da Michel Platini, oggi destituito dalla leadership del calcio continentale, ma ancora nella memoria di tutti i tifosi per l’Europeo 1984, quando da solo portò la Francia a trionfare. Attraverso il racconto dei suoi compagni di squadra della Juventus, come Marco Tardelli, Sfide racconta le gesta di uno dei calciatori più forti della storia. Della stessa stirpe è Marco Van Basten, protagonista assoluto del 1988 e autore in finale contro l’Unione Sovietica di uno dei gol più leggendari di sempre, come ricordano il suo compagno di quella Olanda, Adri Van Tiggelen, e uno degli avversari in quella partita, il sovietico Sergei Aleinikov.
Alex Zanardi e la squadra di Sfide continuano il loro viaggio passando da Antonin Panenka, il talento cecoslovacco che nel 1976 portò la sua Nazionale alla vittoria degli Europei inventando il cucchiaio su rigore, un gesto passato alla storia. Si arriva infine a Zinedine Zidane, un campione unico che nel 2000 trascinò la Francia alla storica doppietta (Mondiale 1998 ed Europeo 2000) battendo, purtroppo per noi, l’Italia in finale. A raccontarlo sono compagni e avversari: Gianluca Pessotto, Vincent Candela e David Trezeguet.
L'avversario interiore
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L'avversario interiore“Non ho mai gareggiato contro un altro atleta. Gareggio sempre contro me stesso”, disse Dick Fosbury, il campione di salto in alto americano che ha cambiato la storia dell’atletica inventando il modo di saltare che oggi tutti conosciamo. È da questa frase che parte la prima puntata di Sfide dedicata alla storia delle Olimpiadi in onda lunedì 11 luglio alle ore 23.40, su Rai3. Ognuno degli appuntamenti della trasmissione di Simona Ercolani comincerà con una frase simbolo che racchiude un tema.
In questa prima puntata, il tema è “l’avversario interiore” ed è il filo conduttore del racconto affidato alla voce di Alex Zanardi. Il viaggio di Sfide porta da un paesino dell’Oregon alle rivoluzionarie Olimpiadi di Città del Messico, 1968. Fosbury si racconta alle telecamere di Sfide e viene raccontato da Sara Simeoni, indimenticata campionessa italiana del salto in alto e da Giacomo Crosa, rivale dell’americano in quella finale messicana.
La puntata si sviluppa passando dalla straordinaria storia delle fiorettiste italiane di Londra 2012: amiche, nemiche, compagne, rivali. A raccontare ci sono Valentina Vezzali, Arianna Errigo ed Elisa Di Francisca.
L’avversario interiore è il tema delle storie di Edwin Moses, campione che doveva correre solo contro se stesso perché aveva sbaragliato tutti gli avversari, della rivalità tra Marie-José Perec e Cathy Freeman a Sydney 2000, e del duello tra Roberto Di Donna e Yifu Wang nella pistola da 10 metri ad Atlanta 1996: una sfida all’ultimo colpo sul filo dei nervi che Di Donna ricorda istante per istante fino alla conquista dell’oro. Con la prima puntata olimpica, Sfide comincia anche un vero avvicinamento a Rio 2016, con le storie degli atleti dell’Italia Team che ci rappresenteranno in Brasile. Il primo è il saltatore in alto Gianmarco Tamberi.
Gli outsider
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Gli outsiderGli outsider sono i protagonisti della seconda puntata della nuova stagione di Sfide dedicata alle Olimpiadi, in onda lunedì 18 luglio, alle 23.45, su Rai3. La puntata si apre con la frase di Michael Phelps: “Non puoi mettere un limite a tutto: quanto più sogni, più puoi ottenere”. Perché anche Phelps, prima di diventare l’atleta più medagliato della storia delle Olimpiadi era un outsider pieno di sogni. A raccontare il cannibale di Baltimora, che potrebbe essere ancora protagonista a Pechino, ci sono gli atleti italiani che hanno gareggiato contro di lui, come Massimiliano Rosolino ed Emiliano Brembilla.
Il racconto di Sfide si sviluppa attraverso le storie di Alberto Juantorena, atleta cubano che vinse l’oro a Montreal nel 1976 sorprendendo il mondo. Si passa poi a una delle più incredibili gare della storia olimpica, la maratona di Atene 2004, vinta da Stefano Baldini all’interno dello stadio di Olimpia, luogo simbolo della leggenda dei Giochi. A Sfide Baldini racconta l’emozione della gara e ricorda ogni dettaglio di quella giornata.
Tra i protagonisti della puntata ci sono l’indimenticata Ondina Valla, prima donna italiana a vincere una medaglia olimpica. Una medaglia insperata, come quella che molti anni dopo conquisterà Pino Maddaloni, il judoka di Scampia che intervistato da Sfide racconta l’emozione di infilarsi un oro olimpico al collo. Per gli atleti dell’Italia Team che difenderanno i colori dell’Italia a Rio de Janerio, nella seconda puntata il protagonista sarà Osmany Juantorena, nipote di quell’Alberto che vinse gli 800 metri per Cuba nel 1976. Osmany gioca nella nazionale di pallavolo che punta a una medaglia ai Giochi brasiliani.
Il sacrificio
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Il sacrificioIl sacrificio e i sogni. Ecco i protagonisti della terza puntata della serie olimpica di Sfide, il programma di Simona Ercolani, in onda giovedì 21 luglio alle ore 23.30 su Rai3, con la conduzione di Alex Zanardi. La puntata si apre con la frase di Pietro Mennea: “La fatica non è mai sprecata: soffri ma sogni”. Nessuno meglio del velocista pugliese sintetizza il tema del sacrificio e del sogno che si realizza. Mennea, scomparso solo pochi anni fa, compare in una vecchia intervista rilasciata a Sfide in cui racconta tutta la fatica fatta per raggiungere gli straordinari risultati ottenuti in carriera. Di Mennea e delle sue imprese parlano anche: la velocista Marisa Masullo, l’amico e fisioterapista Raffaele Viscusi, il rivale britannico Allan Wells e il direttore della scuola nazionale di atletica leggera di Formia, Nicola Candeloro. Volti e storie della fatica diventata sogno sono Franco Menichelli e Kerry Strugg, ginnasti che a distanza di tempo sono stati in grado di arrivare alle medaglie olimpiche resistendo anche a gravi infortuni. Entrambi intervistati da Sfide raccontano sofferenze e gioie. Come loro anche la bandiera della ginnastica italiana nel mondo, Yuri Chechi, svela il significato di una medaglia olimpica arrivata dopo aver superato il dolore atroce di un infortunio che poteva mettere fine alla sua carriera. Anche Giuseppe Gentile, medaglia di bronzo nel salto triplo a Città del Messico nel 1968 è un altro totem del sacrificio che sfocia nel sogno. A Sfide racconta l’emozione di quella gara che lo portò a battere due volte il record del mondo, cosa che comunque non fu sufficiente a regalargli l’oro. L’intervista al protagonista dell’Italia Team che rappresenterà gli azzurri in Brasile è a Frank Chamizo, giovane lottatore italo-cubano vincitore dei mondiali di lotta libera l’anno scorso. Si passa poi alla straordinaria impresa dell’Italbasket, che ad Atene 2004 riuscì ad arrivare all’argento olimpico, dopo aver superato la L
La convinzione nei propri mezzi
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La convinzione nei propri mezzi
Superare i limiti e le paure
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Superare i limiti e le paureIl programma di Simona Ercolani e condotto da Alex Zanardi parte dalla frase simbolo di Michael Jordan: “I limiti, come le paure, spesso sono solo un’illusione”.Jordan i suoi limiti e le sue paure li ha superati fino a diventare il giocatore di basket più forte di sempre. Come lui, tutti i protagonisti della puntata di Sfide sono la testimonianza che lo sport possa essere il mezzo con cui un uomo e una donna riescono a vincere le paure. Lo racconta, per esempio, Niccolò Campriani, nella finale della carabina a Pechino 2008, fu colto dalla sindrome dell’ultimo colpo. La riuscì a superare e arrivò all’oro olimpico. Tra le storie raccontate da Sfide c’è il racconto della gara che racchiude più di ogni altra il concetto di superare i limiti e le paure. È la gara vinta da Tommie Smith (oro) e John Carlos (argento), i due afroamericani che sul podio mostrarono con orgoglio il pugno nero in segno di solidarietà con il movimento dei diritti civili che combatteva proprio contro le discriminazioni razziali. Il bronzo di quella gara fu Peter Norman, bianco e australiano, ignorato per anni e però anche lui autore di gesti e parole simbolo del superamento di limiti e paure, come racconta Smith a Sfide. La storia dei Giochi racconta storie di atleti in grado di oltrepassare i propri limiti, dagli albori come fece Dorando Pietri a Londra nel 1908 ai giorni nostri, come nel caso di Fiona May, prima italiana di colore a vincere una medaglia olimpica ad Atlanta nel 1996. Come tappa di avvicinamento a Rio, nella settima puntata si Sfide olimpiche, la protagonista dell’atleta dell’Italia Team è la nostra portabandiera, Federica Pellegrini. Una nuotatrice perfetta, la migliore della nostra storia, anche lei in grado di superare limiti e paure pur di arrivare all’oro olimpico. Le emozioni delle sue gare e l’attesa per Rio vengono affrontati dalla Pellegrini davanti alle telecamere di Sfide.
La perfezione
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La perfezione“La perfezione non è permanente, dura solo un attimo”. Solo Nadia Comaneci può capire fino in fondo il significato di questa sua frase. Perché lei è stata la prima atleta a realizzare l’esercizio perfetto. Ed è dalla sua storia e dalla sua frase che parte la sesta puntata di Sfide Olimpiche, il programma di Simona Ercolani e condotto da Alex Zanardi in onda giovedì 28 luglio, alle ore 23.35 su Rai3. A raccontare la storia della Comaneci, oltre alla protagonista ci sono anche Stefania Bucci, ex ginnasta che partecipò alle Olimpiadi di Montreal 1976 e Donatella Sacchi, anche lei ex ginnasta e oggi giudice. La perfezione sintetizza anche la storia di Johnny Weissmuller, nuotatore americano in grado di vincere 5 medaglie olimpiche in due edizioni dei Giochi, ma passato alla storia per essere stato il più famoso degli attori che hanno portato sul grande schermo il personaggio di Tarzan. Storie di perfezione sono anche quelle di Abebe Bikila, che vinse la Maratona di Roma nel 1960 a piedi nudi e di Usain Bolt che in una intervista racconta come si diventa l’uomo più veloce del mondo, quindi l’atleta perfetto per eccellenza. Alla perfezione è arrivata anche Jessica Rossi, tiratrice italiana medaglia d’oro nel tiro a volo specialità trap a Londra nel 2012. Un oro conquistato a 20 anni colpendo 99 piattelli su 100, come racconta lei stessa alle telecamere e ai microfoni di Sfide. La perfezione è stato il segreto anche degli altri protagonisti della puntata come Bruce Jenner, americano vincitore degli 800 metri a Montreal nel 1976 e passato recentemente alla storia per aver cambiato sesso, diventando Caitlyn Jenner. Tra gli atleti italiani che saranno a Rio del Janeiro in rappresentanza dell’Italia Team, nella sesta puntata, Sfide intervista Valentino Manfredonia giovane pugile napoletano che in Brasile troverà un pezzo della sua storia: è nato proprio in Brasile, a Recife.
Il coraggio
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Il coraggio“La maggior parte delle persone corre una gara per vedere chi è il più veloce. Io corro per vedere chi ha più coraggio”. La puntata di Sfide olimpiche comincia con la frase pronunciata da Steve Prefontaine, un atleta passato alla storia non per una medaglia, ma per aver corso una gara come mai nessuno aveva corso prima: a Monaco 1972 nei 5000 gareggiò senza strategia tirando il più possibile. La sua storia è l’emblema del coraggio. E il coraggio è il tema della puntata del programma di Simona Ercolani in onda lunedì 1 agosto alle ore 23.45, su Rai3, con la conduzione di Alex Zanardi. Si parte da Prefontaine e si passa attraverso le storie di molti sportivi coraggiosi: il tuffatore americano Greg Louganis che a Seul 1988 vinse l’oro nei tuffi sapendo di essere malato di Aids; il cecoslovacco Emil Zatopek che a Helsinki nel 1952 riuscì a vincere l’oro nei 5000 metri, nei 10000 metri e nella maratona. Il coraggio è stato il segreto anche degli altri protagonisti della puntata come Bruce Jenner, americano vincitore degli 800 metri a Montreal nel 1976 e passato recentemente alla storia per aver cambiato sesso, diventando Caitlyn Jenner. Passando alle storie degli italiani, la puntata si concentra sulla Nazionale di Pallavolo maschile del 1996, che sfidò con tenacia, orgoglio e appunto coraggio, la favoritissima Olanda nella finale per l’oro. Sotto la guida di Julio Velasco, giocò quelle che è considerata la più importante generazioni di talenti del volley. A raccontare quella avventura a Sfide sono alcuni tra i protagonisti: Andrea Zorzi, Lorenzo Bernardi, Samuele Papi. Altra Nazionale coraggiosa quella dell’Arco a Londra 2012: Michele Frangilli, Marco Galiazzo e Mauro Nespoli, vincitori dell’oro dopo una finale all’ultimo tiro contro gli Stati Uniti d’America. Tra i coraggiosi, non può mancare Tania Cagnotto, protagonista delle storie dell’Italia Team che vuole portare in alto i colori dell’Italia a Rio de Janeiro. Cagnotto a cacci
Sfidare l'avversario
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Sfidare l'avversarioSfidare l’avversario è il tema della puntata di Sfide Olimpiche in onda martedì 2 agosto, alle ore 23:35 su Rai3. Il programma di Simona Ercolani e condotto da Alex Zanardi parte dalla frase simbolo del grandissimo nuotatore americano Mark Spitz: “L’arte della vittoria passa attraverso l’intimidazione”. Spitz viene raccontato dalla grande Novella Calligaris e da Marcello Guarducci, che in quella Olimpiade gareggiò contro Spitz. Il campione americano in una sola Olimpiade, quella del 1972 a Monaco, conquistò sette medaglie d’oro, e in una imperdibile intervista alle telecamere della Rai sostiene che un campione parte di quel successo fu meritò dell’atteggiamento di soggezione che riuscì a creare negli avversari. Un atteggiamento che nella storia delle Olimpiadi è stato evidente in personaggi come Ben Jonhson che sfidò il figlio del vento Carl Lewis a Seul 1988 e lo superò, salvo poi perdere tutto perché scoperto positivo al doping. Il racconto di Sfide si snoda attraverso la rivalità di Klaus Dibiasi e Giorgio Cagnotto, tuffatori italiani amici-rivali a Monaco 1972. Entrambi parlano delle loro storie incrociate davanti alle telecamere di Sfide. Sempre restando ai Giochi di Monaco, Sfide racconta quella che forse è la storia simbolo dell’intimidazione sportiva dell’avversario: quella della mitica finale di basket del 1972 tra Usa e Urss. Il ricordo di quei momenti è affidato alle interviste dei cestisti di quella nazionale americana Tom McMillen e Jim Forbes e alla leggenda del basket italiano Pierluigi Marzorati che in quella Olimpiade arrivò quarto con la Nazionale azzurra. Come tappa di avvicinamento a Rio, nella quarta puntata si Sfide olimpiche, il protagonista dell’atleta dell’Italia Team che ci rappresenterà in Brasile è Alessia Trost, saltatrice in alto e considerata l’erede di Sara Simeoni.