Dove guardare Sfide • Stagione 2

8 Episodi

  • Il Calcio ai Tempi di Gigi Riva
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    Il Calcio ai Tempi di Gigi RivaCi sono campioni senza tempo, che rimangono impressi nella mente di tutti, perché non sono soltanto abilissimi atleti, ma soprattutto sono grandi uomini. Gigi Riva è uno di questi. “Sfide”, nello speciale in onda venerdì 16 luglio alle 23.45 su Rai 3, ripercorrera’ la carriera di questo grande atleta, dal carattere schivo e riservato. Dall’infanzia difficile, segnata dalla perdita dei due genitori in tenera età, fino all’arrivo in Sardegna, dove troverà quella famiglia che il destino gli ha negato e costruirà col Cagliari le sue fortune di calciatore. Ma Riva è anche un eroe italiano: detiene ancora oggi il record dei 35 gol segnati con la Nazionale e i tifosi azzurri, anche grazie a lui, hanno vissuto una delle più emozionanti sfide che il calcio ricordi, quell’Italia-Germania 4 a 3 ai Mondiali del Messico 1970. Riva segna il terzo gol di quella memorabile partita. Ma non solo: “rombo di tuono” è anche uno dei trascinatori della Nazionale che vince il Campionato Europeo del 1968 (unica vittoria italiana nella storia della competizione). Ma e’ in Nazionale che Riva che si procura i due infortuni più gravi della sua vita. Si rialzerà sempre, con forza, tenacia e il suo proverbiale coraggio, che lo aiutera’ anche quando, nel 1973, dovrà scegliere se andare a vincere (e a guadagnare molti soldi) nella Juventus o restare fedele al suo Cagliari. Riva sceglierà Cagliari, una scelta fatta di solo cuore. A raccontare la sua straordinaria carriera saranno anche alcuni suoi compagni di squadra come Cera, Albertosi, Domenghini e Boninsegna, ma anche gli avversari come Morini o Burgnich
  • Storie di Atleti Contro Corrente
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    Storie di Atleti Contro CorrenteEssere controcorrente non è una cosa facile: ci vuole coraggio, determinazione, intelligenza e un sogno, un sogno da raggiungere ad ogni costo. Per gli atleti il sogno e’ vincere, per entrare nella storia. La puntata di SFIDE in onda venerdì 23 luglio alle 23,55 su Raitre, racconta di sportivi che hanno messo il sogno davanti a tutto, a volte l’hanno raggiunto, a volte no, ma per perseguirlo sono spesso andati contro corrente. Come Roger Milla, il grande calciatore Camerunense, che ha sconfitto il tempo, riuscendo a diventare protagonista di un mondiale (Italia ’90) alla “veneranda” età di 38 anni. Poi, attraverso un’intervista esclusiva la storia di Jurgen Sparwasser, il tedesco dell’Est che segnò un gol alla Germania Ovest durante i Mondiali del 1974, in piena guerra fredda e che divenne, suo malgrado, un eroe nazionale. Quest’anno, inoltre, Sfide racconterà le storie di uomini che spesso hanno vissuto all’ombra dei grandi atleti, ma che negli ultimi tempi, invece, si stanno ritagliando sempre più spazio: gli allenatori. Da Herrera a Mourinho, da Ballerini a Castagnetti. Proprio il ritratto di quest’ultimo aprirà una nuova rubrica: sarà la sua allieva prediletta, Federica Pellegrini, a raccontare la drammatica storia di un uomo che ha contribuito a renderla grande. Infine una storia che a molti evoca principalmente uno sguardo: lo sguardo di ghiaccio che Barbara Fusar Poli lanciò al suo compagno Maurizio Margaglio dopo la drammatica caduta alle olimpiadi di Torino 2006. La decisione di gareggiare ancora una volta per tentare di conquistare l’oro olimpico contro tutti e tutto, e il sogno che si frantuma a pochi istanti dalla fine di un’esibizione quasi perfetta
  • Azzurro Baggio
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    Azzurro BaggioLa sua maglia azzurra è stata capace di unire tutta l’Italia. Di attraversare i confini del tifo e delle generazioni. Fino a diventare un nuovo colore: l’Azzurro Baggio. Ora l’uomo dei sogni azzurri è tornato. All’indomani della disfatta della Nazionale ai Mondiali sudafricani la Federcalcio tenta un rinnovamento radicale della dirigenza con la nomina di Roberto Baggio alla Presidenza del Settore Tecnico di Coverciano. Dopo 6 anni di solitudine e di una vita lontana dai riflettori, quell’uomo schivo e silenzioso, amato dalla gente forse come nessun altro calciatore, è tornato per accettare una sfida ardua ma piena di fascino: dare nuova linfa ad un calcio profondamente in crisi, mettendo a frutto la sua lunga esperienza sul campo. “Sfide” ci racconta la sua grande carriera partendo dalla sua ultima partita, quando tutto lo stadio lo acclamava e gli tributava una standing ovation degna solo di uno che è stato un eroe. Un eroe che danzava con la palla sin dai tempi degli esordi al Vicenza, che incantava e infiammava gli stadi con i suoi gol e assist alla Fiorentina, un eroe che è caduto, infortunato o messo da parte, ma si è sempre rialzato quando tutti lo davano ormai per spacciato, come accadde con la sua prodigiosa “rinascita” al Bologna, dove in una stagione segnò ben 22 gol. Nel mezzo il rapporto con la Juventus dell’Avvocato che lo adorava, il rapporto tormentato con il Milan e con l’Inter e la chiusura della carriera nell’oasi felice del Brescia di Mazzone. Con la maglia azzurra ci ha fatto piangere in quella maledetta finale di Usa ’94, ma tante volte ci ha fatto esultare e godere con le sue prodezze, e con l’azzurro oggi il Divin Codino torna, per riportarlo nel cuore della gente, lui che di cuore ne ha da vendere
  • Le Migliori Olimpiadi della Nostra Vita
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    Le Migliori Olimpiadi della Nostra VitaQuella che si tiene a Roma nel 1960 non è una semplice Olimpiade, è l’Olimpiade perfetta. Due settimane in cui lo sport raggiunge il culmine del dilettantismo e allo stesso tempo lascia intravedere quello che sarà il suo futuro.
  • La Grande Inter: Da Herrera a Mourinho
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    La Grande Inter: Da Herrera a MourinhoQuest'anno l’Inter di Moratti e di Mourinho ha sconfitto tutti gli avversari, su tutti i fronti, compiendo una storica tripletta: Campionato, Coppa Italia e Coppa dei Campioni. Sia Moratti che Mourinho però hanno avuto due grandi mentori, due ispiratori le cui gloriose gesta hanno molte similitudini con quelle dei protagonisti di oggi: Angelo Moratti e Helenio Herrera. 50 anni fa questi due uomini costruirono una squadra fortissima capace di vincere in tre anni: due Campionati Italiani, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. C’erano giocatori fantastici come Mazzola, Jair, Corso, Suarez, ma soprattutto c’era lui, il mago Herrera, vero e proprio rivoluzionario della figura dell’allenatore: inventore dei ritiri post partita, degli allenamenti intensivi, di metodi psicologici all’avanguardia che poi avrebbero copiato in molti. Insomma un vero e proprio condottiero capace di sobbarcarsi sulle spalle il peso di tutta la squadra, proprio come oggi fa Mourinho. Sfide attraverso interviste ai protagonisti dell’epoca, a filmati di repertorio eccezionali ricostruisce l’epopea della Grande Inter, mettendola in parallelo con l’Inter di oggi: raccontandovi i retroscena di un mito lungo 50 anni, quello della Grande Inter di Helenio Herrera
  • I Mancini
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    I ManciniPare abbiano un talento speciale, pare abbiano venduto al diavolo la parte sinistra del loro corpo. Sono diabolici e geniali nello sport, ma anche al di fuori dello sport... C’è qualcosa di speciale nei mancini. Qualcosa che sfugge agli studi neurologici e agli esperimenti della fisica. Perché solo il 10% della popolazione mondiale è mancina, mentre nello sport ad alto livello sono più del 30%? Sfide racconta un tipo particolare di calciatori, i calciatori mancini. Non semplicemente i giocatori che calciano con il piede sinistro, ma un vero e proprio ristretto club di atleti che sembrano illuminati da una luce simile. Le storie-simbolo scelte in queste puntate sono quelle di Dejan Savicevic, Beppe Signori, Andreas Brehme, Adriano e Rivelino. Ogni storia è capace di raccontare un’angolatura diversa del carattere e della tecnica dei mancini. Se Dejan Savicevic rappresenta il classico mancino “genio e sregolatezza” in campo, Beppe Signori ci racconta come il suo rifiuto di giocare sulla fascia sinistra gli sia costata la finale del mondiale ’94. Andreas Brehme, invece, è la storia di un mancino che decide di calciare il rigore più importante della sua vita, quella della finale Mondiale del ’90, con il piede destro. Rivelino rappresenta il mancino capace di sprigionare tiri di una potenza inaudita. Mentre la parabola di Adriano è quella che segue i saliscendi delle montagne russe
  • L'Uomo che Verrà
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    L'Uomo che VerràChi è l’uomo a cui è stata affidato l’arduo compito di risollevare le sorti del calcio italiano? Per scoprirlo Sfide ha fatto un viaggio nel mondo di Cesare Prandelli, un lungo percorso che dal piccolo paese di Orzinuovi arriva fino alla panchina più prestigiosa, quella della Nazionale italiana. Dal primo stipendio di cinquantamila lire con la maglia della Cremonese, ai calci al pallone nella Juventus di Platini, fino alla consapevolezza di avere la stoffa per essere un allenatore grazie a un dono speciale: saper tirare fuori il meglio dai suoi uomini, anche se la società per cui lavori sta fallendo, come gli è successo a Parma, o se devi giocarti un campionato partendo con una penalizzazione di – 15 punti, come capitò a Firenze nel 2006. In concomitanza con la prima partita ufficiale del nuovo corso azzurro, Prandelli ripercorre in un intervista esclusiva le tappe principali di una vita fatta di scelte difficili, a volte dolorose, ma sempre coerenti e decise. Con il contributo di filmati di repertorio e le testimonianze di amici, compagni e calciatori, emerge allora un ritratto inedito di un allenatore che attraversa lo sport con il sorriso sulle labbra, e che sa dare il giusto peso al calcio e alla vita. Da un uomo che non ha avuto esitazioni mollare il mondo del calcio per restare accanto alla moglie gravemente malata, l’Italia non si aspetta una Nazionale vincente, ma una Nazionale di cui andare fieri, questo sì
  • Antonio Cassano
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    Antonio CassanoLa dodicesima edizione di Sfide si conclude con una puntata speciale dedicata ad Antonio Cassano. Oggi Antonio Cassano ha ventotto anni, si è sposato, è il leader carismatico della Sampdoria e adesso Prandelli gli ha anche affidato le chiavi della nazionale: insomma Cassano è diventato grande e maturo. Ma fino a qualche tempo fa nessuno avrebbe scommesso una lira su questo cambiamento. Perché? Basta ripercorrere la sua storia e sarà facile capirlo… La storia di Antonio Cassano comincia a Bari Vecchia, luogo pericoloso per un bambino che vive solo con la madre. Ma a salvare Cassano ci pensa il calcio: Antonio ha un talento straordinario che lo porta ben presto nelle giovanili del Bari. A soli diciassette anni fa l’esordio in prima squadra e nel corso della seconda partita compie quel capolavoro, quel colpo di genio che è il suo gol all’Inter. Correva l’anno 1999. Quel gol, quella partita gli cambierà per sempre la vita. Cassano verrà acquistato dalla Roma per una cifra enorme. Il ragazzo di Bari Vecchia è diventato un milionario. Ma Cassano non sarà mai un giocatore come gli altri: intollerante all’autorità, irrispettoso, smargiasso a tal punto che per lui e le sue bravate sarà coniato il termine di “cassanata”. Tra alti e bassi, gol, magie e dolori si racconterà la storia di un talento indiscutibile, ma ingestibile al contempo. Seguiremo in diretta il suo rientro in campo dopo le 5 giornate di squalifica per una delle sue “cassanate”. Mostreremo filmati inediti della sua infanzia e della sua adolescenza. Ma sopratutto sarà lui stesso a raccontarsi, in una lunga intervista in esclusiva. Insieme a lui i suoi allenatori e dirigenti di quando era bambino (Rana, Sciannimanico) e di quando è diventato professionista (Capello, Baldini) , il suo mentore Eugenio Fascetti, la madre, i cugini, gli amici. Insomma tutto il mondo che ruota intorno a questo fantastico, sregolato, geniale, folle talento calcistico, che oggi parla come un uomo, ma ch

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