

Passato e presenteStagione 3
Program about historical dissemination, presented by Paolo Mieli. Each episode sees a historian interacting with the presenter and three young university students.
Dove guardare Passato e presente • Stagione 3
115 Episodi
- Praga 1989: la rivoluzione di vellutoE3
Praga 1989: la rivoluzione di vellutoPraga, 17 novembre 1989. Un pacifico corteo di studenti viene attaccato brutalmente dalla polizia. È l'inizio di una mobilitazione permanente contro il regime comunista, al potere in Cecoslovacchia dal 1948. Della protesta, che prende il nome di Rivoluzione di Velluto per il suo carattere non violento, assume la guida il drammaturgo Vaclav Havel, fondatore di Charta 77 e leader del Forum Civico, che si costituisce come opposizione aperta al regime. In pochi giorni la protesta da Praga si diffonde in tutto il Paese, coinvolgendo gli operai, la Chiesa e l'intera società civile. Al partito comunista non rimane che cedere alle richieste del Forum e fare spazio ad un cambiamento politico radicale. Poco più di un mese dopo l'avvio della protesta, il parlamento elegge l'ex dissidente Vaclav Havel Presidente della Repubblica Cecoslovacca. - Romania 1989: la fine di CeausescuE4
Romania 1989: la fine di Ceausescu21 dicembre 1989. Bucarest, Romania. Durante un grande raduno ufficiale in piazza Gheorghe Gheorghiu-Dej, una folla di manifestanti contesta apertamente Nicolae Ceausescu, il dittatore che detiene il potere nel Paese da quasi 25 anni. È l'inizio di una rivoluzione che, con l'appoggio dell'esercito, porterà in pochi giorni alla caduta del regime. Il dittatore, assieme alla moglie Elena e ad alcuni stetti collaboratori, prova a mettersi in salvo, ma viene catturato e processato davanti a un tribunale militare speciale. Il 25 dicembre viene emessa la sentenza: condanna a morte. Poche ore dopo, la notte di Natale, va in scena l'ultimo macabro capitolo della rivoluzione: i cadaveri di Nicolae ed Elena Ceausescu vengono mostrati in televisione alla popolazione romena e al mondo intero. - La dissoluzione dell'Unione SovieticaE5
La dissoluzione dell'Unione SovieticaIl 25 dicembre 1991 il presidente dell'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, Michail Gorbačëv, annuncia in diretta televisiva le dimissioni dal suo incarico. L'URSS non esiste più, la bandiera rossa viene ammainata per sempre dal Cremlino. È l'ultimo atto di un processo di dissoluzione che raggiunge il cuore del sistema sovietico dopo la caduta del Muro di Berlino e la progressiva fuoriuscita dei paesi dell'Europa centro-orientale dal Patto di Varsavia. A partire dal 13 gennaio 1991, quando a Vilnius in Lituania l'Armata rossa reprime nel sangue le manifestazioni popolari seguite alla dichiarazione di sovranità del popolo baltico. I tentativi di Gorbačëv di frenare le spinte scissionistiche dall'URSS si infrangono contro l'inarrestabile ascesa politica del presidente della Repubblica russa Boris Eltsin. - Le elezioni del 1919E6
Le elezioni del 191916 novembre 1919. Si svolgono le prime elezioni politiche dalla fine della guerra. Molte sono le novità, a partire dalla legge elettorale, non più uninominale ma proporzionale. Notevolmente aumentata la platea degli aventi diritto: tutti i cittadini maschi maggiorenni e, tra i minori, tutti quelli che hanno combattuto in guerra. Il risultato dei seggi è dirompente. I socialisti raddoppiano i voti, il neonato partito popolare raccoglie un grande successo. Le formazioni liberali vedono dimezzati i propri voti, mentre i fasci di combattimento di Benito Mussolini - l'altra grande novità politica del momento - non riescono a eleggere neanche un candidato. - L'Italia longobardaE7
L'Italia longobardaI Longobardi, un popolo nomade di origine scandinava, attraversano tutta l’Europa centrale e nel 568 d.C., guidati dal re Alboino entrano in un’Italia distrutta dalle “guerre gotiche”. Conquistano l’Italia del nord, formando il regno longobardo, e fondano due ducati sotto gli Appennini, il ducato di Spoleto e quello di Benevento. L’integrazione con i latini è faticosa: i longobardi professano la fede ariana e conservano i loro caratteri barbari, ma all’inizio del VII secolo la regina Teodolinda li avvicina alla Chiesa di Roma. Sorgono basiliche e monasteri. Nasce una nuova arte che fonde lo stile germanico con l’eredità romana. La loro avventura termina nel 774 d.C., quando il re dei franchi, Carlo Magno, scende in Italia con la sua armata e pone fine al loro regno. - Il martedì nero di Wall StreetE8
Il martedì nero di Wall StreetDopo la fine del primo conflitto mondiale, gli equilibri internazionali mutano radicalmente. L'Europa cede il suo primato economico agli Stati Uniti dove, durante gli anni Venti, la produzione e i profitti crescono a ritmo vertiginoso. Il mercato interno ha però una capacità d'acquisto limitata, che risulta insufficiente, mentre il mercato estero, dopo i primi anni caratterizzati da una forte domanda, comincia a rallentare la richiesta. Segnali ignorati dal mercato finanziario, che anzi, continua ad alimentare manovre speculative. L'ottimismo degli "anni ruggenti" sembra un sogno senza fine, ma il 29 ottobre del 1929 il risveglio sarà brusco: la borsa di Wall Street crolla, trascinando con sé le vite di milioni di americani. - Dom Franzoni, l'abate ribelleE9
Dom Franzoni, l'abate ribelleDom Giovanni Franzoni è stato tra i più giovani padri conciliari italiani. A 35 anni Dom Franzoni è già abate dell’abazia di San Paolo fuori le mura a Roma. Il Papa Paolo VI lo tiene in gran conto. Poi tutto cambia. Nel corso degli anni l’abate radicalizza le sue posizioni fino ad avvicinarsi al partito comunista. Dimissioni da abate, sospensione a divinis, riduzione allo stato laicale. La parabola del monaco benedettino don Giovanni Franzoni è una storia affascinante ed amara, che interseca la storia del cattolicesimo italiano post-conciliare con la storia politica italiana, specie nel clima rovente degli anni Settanta. - Le quattro giornate di NapoliE10
Le quattro giornate di NapoliDopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 i nazisti occupano Napoli imponendo un regime di durissima repressione. Il nuovo comandante, il colonnello Walter Scholl, impone lo stato d’assedio, e ordina a tutti i cittadini la consegna delle armi. Il colonnello Scholl fa anche sgomberare l’intera fascia costiera, lasciando senza casa 200.000 abitanti, in una città già provata da anni di guerra e di bombardamenti aerei da parte degli alleati. Ma il provvedimento più duro è l’obbligo, per tutti gli uomini abili, di presentarsi per il lavoro obbligatorio. Questo avrebbe significato diventare schiavi dei tedeschi e rischiare la deportazione in Germania. Tutta la città cerca di nascondere i suoi uomini, e quando scattano i rastrellamenti da parte tedesca la popolazione insorge. Dal 28 settembre al 1° ottobre la battaglia delle Quattro giornate trasforma Napoli in un teatro di guerra. - Gli stupri di guerra del XX secoloE11
Gli stupri di guerra del XX secoloNel Ventesimo secolo le violenze sessuali sulle donne sono diventate parte integrante delle strategie offensive e propagandistiche degli eserciti in guerra. Solo di recente però, dopo le atrocità commesse nei conflitti in Bosnia e in Ruanda, la comunità internazionale ha saputo riconoscere le peculiarità dello stupro di guerra da un punto di vista giuridico, dichiarandolo crimine contro l'umanità. Allo scoppio della Prima guerra mondiale l'avanzata dell'esercito austroungarico in Serbia e di quello tedesco in Belgio sono accompagnati da stupri di massa. Dopo la rotta di Caporetto, anche le donne italiane subiscono i soprusi del nemico, con centinaia di casi accertati tra il Friuli e il Veneto. Ma è forse con la Seconda guerra mondiale che le violenze raggiungono l'apice. Ancora una volta anche le donne italiane pagano a caro prezzo la guerra, con le violenze inflitte prima dai nazisti, poi dalle truppe alleate in transito sulla penisola. - Il primo viaggio intorno al mondoE12
Il primo viaggio intorno al mondoSono passati cinquecento anni da quando, il 10 agosto 1519, una flotta spagnola di cinque navi, comandate dal portoghese Ferdinando Magellano, partì da Siviglia per un viaggio eccezionale. Il Capitan Generale è alla ricerca di un passaggio attraverso occidente per raggiungere le preziose isole delle spezie, le Molucche, situate nell'attuale Indonesia. La sua sarà una spedizione lunga e piena di avversità, nella quale Magellano troverà la morte. La prosecuzione della sua impresa svelerà la sfericità del globo e la possibilità di circumnavigarlo, mentre del primo viaggio intorno al mondo abbiamo notizia grazie al diario di bordo del nobile vicentino Antonio Pigafetta. Questo viaggio straordinario rientra nel contesto delle grandi scoperte geografiche che hanno disegnato il volto del mondo moderno. - I processi di MoscaE13
I processi di Mosca1 dicembre 1934. L'assassinio di Serghej Kirov, segretario del partito comunista a Leningrado e fedelissimo di Stalin, segna l'inizio del cosiddetto Grande Terrore. Epurazioni, deportazioni, processi e fucilazioni sconvolgono per quattro anni la Russia. La caccia ai traditori, scatenata da Stalin contro i presunti nemici del popolo e del socialismo, non risparmia nessun settore della società e dello Stato, compresi gli snodi vitali della sicurezza e delle Forze Armate. Tre grandi processi, che coinvolgono la vecchia guardia bolscevica, gli ex compagni di lotta di Lenin e dello stesso Stalin, rappresentano le tappe cruciali di un percorso spietato quanto inspiegabile che provoca circa due milioni di vittime. - La prima guerra del GolfoE14
La prima guerra del GolfoAll'alba del 2 agosto 1990, i carri armati iracheni agli ordini del presidente Saddam Hussein invadono Kuwait City, dopo aver per settimane minacciato un attacco contro il Kuwait accusato di aver estratto illegalmente petrolio da pozzi a ridosso del confine. Per gli Stati Uniti, sostenitori del Kuwait, l'invasione è un atto di guerra a cui rispondere con l'invio di truppe nella regione. Inizia così la prima Guerra del Golfo, che durerà quasi sette mesi. Nel novembre 1990, il Consiglio di sicurezza dell'Onu, con la risoluzione n.678, impone a Bagdad di ritirare le sue forze dal Kuwait entro il 15 gennaio 1991. Saddam Hussein però rifiuta. Il 17 gennaio cominciano i raid aerei della coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti. I bombardamenti vengono trasmessi in diretta televisiva dalla Cnn. Poco più di un mese dopo, il 24 febbraio 1991, prende il via l'operazione di terra che in pochi giorni costringe l'Iraq ad accettare il cessate il fuoco. - La rivolta di Reggio CalabriaE15
La rivolta di Reggio CalabriaNel 1970 nascono in Italia le Regioni, organi del decentramento politico e amministrativo già previsti nella Costituzione. Dopo mesi di discussione si decide che il capoluogo della Regione Calabria sarà Catanzaro e non Reggio Calabria, come tutti i reggini si aspettavano. E' la scintilla che fa scoppiare una delle rivolte urbane più violente e più lunghe dell'Italia repubblicana. Il sindaco di Reggio, il democristiano Pietro Battaglia, si pone alla testa di un movimento popolare per Reggio capoluogo. Viene proclamato uno sciopero generale della città a partire dal 14 luglio 1970. La gente scende in piazza, ma la risposta delle forze dell'ordine è di dura repressione. Per giorni la città è devastata da scontri e distruzioni. Ci sono anche morti, feriti e tantissimi arresti. Dopo pochi giorni, a guidare i reggini in rivolta arriva Ciccio Franco, sindacalista della Cisnal, che al grido di "boia chi molla" fa virare la protesta a destra. - L'imperatore ClaudioE16
L'imperatore ClaudioTiberio Claudio Druso vive una giovinezza a latere della famiglia imperiale, all'ombra di personaggi amati dal popolo e da Augusto, come suo padre Druso e suo fratello Germanico, le cui glorie militari entusiasmano Roma. Ma proprio lui, il candidato più improbabile della dinastia di Augusto, deriso per la sua goffaggine, diventa imperatore all'età di 50 anni, acclamato dai pretoriani che avevano ucciso Caligola. Da imperatore, Claudio finanzia grandi opere pubbliche come l'acquedotto Claudio, la bonifica della piana del Fucino e la via Claudia Augusta, un collegamento che favorisce gli scambi tra i romani e i popoli germanici. Persegue una politica estera improntata all'apertura verso i popoli gallici. Inoltre, grazie alla sua campagna militare in Britannia, i Romani acquisiscono un primo importante avamposto oltre la Manica. Claudio muore in circostanze sospette. Prenderà il suo posto al comando di Roma il figlio adottivo Tiberio Claudio, Nerone. - Suez, una porta verso l'orienteE17
Suez, una porta verso l'orienteLa prima idea di collegare il Mar Mediterraneo all'Oceano Indiano, tagliando l'istmo di Suez, risale a cinquecento anni prima di Cristo. I tentativi di unire Africa e Asia attraverso un canale si susseguono per secoli, ma soltanto nel 1800 si approda al primo progetto concreto. Il cantiere viene aperto nel 1859 e dieci anni più tardi il canale di Suez diventa una realtà. Il tracciato corre interamente sul suolo egiziano, ma i veri proprietari del canale sono per decenni i Paesi stranieri, principalmente Inghilterra e Francia. La presenza delle due potenze crea contraddizioni e provoca squilibri, in un tratto di terra che, nel ventesimo secolo, diventa più di una volta teatro di conflitti internazionali. - Ferruccio Parri, il sogno di una nuova ItaliaE18
Ferruccio Parri, il sogno di una nuova ItaliaLa vicenda politica di Ferruccio Parri attraversa tutto il 900 fino al 1981, quando Parri muore, a novantadue anni, senza aver mai abbandonato la sua battaglia per un'Italia migliore. Con l'avvento di Mussolini al potere, tutte le sue energie vengono rivolte a contrastare il regime fascista. Sconta anni di carcere e di confino e, dopo il 25 luglio e la firma dell'armistizio con gli Alleati, diventa uno dei capi della Resistenza. Nel giugno 1945, Parri è chiamato a presiedere il primo governo dell'Italia liberata. La sua volontà è coinvolgere tutte i partiti antifascisti in un grande processo di ricostruzione morale, politica ed economica del paese per dar vita a una nuova Italia figlia della Resistenza. Ma la collaborazione è difficile e la sua esperienza come presidente del Consiglio ha vita breve. Negli anni successivi Parri resterà un protagonista nella storia del paese. Alla sua morte, viene seppellito a Genova, a poca distanza dalla tomba di Giuseppe Mazzini. - La crisi del KosovoE19
La crisi del KosovoLa guerra del Kosovo è stata l'ultimo atto della serie di conflitti etnici che negli anni '90 hanno insanguinato l'ex Jugoslavia e l'ultima guerra europea del secolo scorso. A partire dalla fine degli anni Ottanta, il Kosovo - una provincia autonoma della Serbia, abitata in grande maggioranza da albanesi, ma considerata dai serbi come la sacra culla della loro nazione - diventa teatro di una contesa etnica sempre più violenta. Fra convivenza forzata, pulizie etniche ed esodi di massa, il conflitto fra serbi e kosovari albanesi va avanti fino alla primavera del 1999. Dopo un tentativo di soluzione diplomatica fallito a Rambouillet, l'intervento di una coalizione sotto l'egida della Nato porterà alla fine del conflitto nell'estate del 1999. - Le spie di CambridgeE20
Le spie di CambridgeCambridge, anni '30. Cinque studenti della celebre università britannica di Cambridge vengono reclutati come spie dall'Unione Sovietica. Kim Philby e i suoi amici costruiscono coperture di facciata: apparentemente si comportano come uomini di destra ma, in realtà, sono fedeli alla causa comunista. Ricoprono ruoli strategici, si infiltrano nei servizi segreti occidentali. Abili doppiogiochisti, riescono a tessere trame segrete per decenni, attraversando la seconda guerra mondiale, fino a comporre scenari decisivi per la guerra fredda negli anni cinquanta. Le loro azioni si intersecano più volte nel corso degli anni con le sorti dell'Europa. Quando il gioco si scopre, quelli che per l'occidente sono traditori per l'Unione Sovietica diventano eroi. - Pio IX, l'ultimo papa reE21
Pio IX, l'ultimo papa reQuello di Pio IX è stato il pontificato più lungo della storia della Chiesa. Nel corso del suo lungo regno, dal 1846 al 1878, papa Mastai Ferretti ha attraversato numerose e complesse stagioni. Indicato inizialmente come un campione del Risorgimento, grande riformatore e possibile federatore d'Italia, è passato poi, con incredibile rapidità, ad essere considerato un traditore degli ideali nazionali e acceso avversario di ogni innovazione istituzionale. E' l'uomo del Sillabo, nel quale condanna il modernismo, e della infallibilità del papa, solennemente proclamata nel corso del Concilio Vaticano I, ma allo stesso tempo è stato capace di dare grande impulso missionario all'azione della Chiesa, valorizzando enormemente il ruolo e il valore dei laici. - Weiss e Gemelli, la psicanalisi e la ChiesaE22
Weiss e Gemelli, la psicanalisi e la ChiesaTrieste è stata la culla della psicoanalisi in Italia, grazie all'opera di scrittori triestini come Italo Svevo e Umberto Saba, e a medici come lo psichiatra di origine ebraica Edoardo Weiss che, insieme a Marco Levi Bianchini, è tra i primi traduttori in italiano dell'opera di Freud. L'avvento della psicoanalisi tuttavia, è stato ostacolato dalle resistenze della psichiatria tradizionale e dal fascismo, e proprio a causa del regime, Edoardo Weiss sarà costretto a lasciare il suo lavoro presso l'ospedale di Trieste. Anche la Chiesa Cattolica guarda con sospetto l'avvento della "nuova scienza" preoccupata dagli esiti materialistici delle dottrine di Freud. Grande avversario della psicoanalisi è Agostino Gemelli, il fondatore dell'Università Cattolica, che riuscirà a far chiudere la Rivista Italiana di psicoanalisi e a sciogliere il gruppo di medici che si era raccolto attorno alla persona di Weiss. - La nascita dell'Università di massaE23
La nascita dell'Università di massaAlle soglie degli anni '60 l'università è sostanzialmente elitaria e frequentata dalla classe agiata. Nel 1961 un primo segnale di apertura è rappresentato dall'allargamento dell'accesso alle Facoltà universitarie ai diplomati degli istituti tecnici. Dopo questo primo passo, la riforma universitaria viene discussa a lungo (ad esempio intorno alla proposta del Piano Gui del 1965), ma mai realizzata organicamente. Nel 1968 il movimento studentesco denuncia la carenza di strutture didattiche e per la ricerca, i costi dell'istituzione universitaria, l'autoritarismo accademico. Nel dicembre del 1969 arriva la completa liberalizzazione con la legge Codignola. Il titolo di studio è speranza di ascesa sociale e un gran numero di nuovi studenti si riversa negli atenei delle grandi città. Negli anni '70 l'università è del tutto cambiata, non è più un'istituzione esclusiva: aumenta la presenza dei ceti meno abbienti, degli studenti-lavoratori e della componente femminile. - La strage di Piazza FontanaE24
La strage di Piazza FontanaVenerdì 12 dicembre 1969. Alle 16:37 una bomba esplode nell'atrio della Banca Nazionale dell'Agricoltura, in Piazza Fontana, nel centro di Milano. Si contano subito 13 morti - poi diventeranno 17 - e oltre 80 feriti. Anche a Roma, negli stessi minuti, lo scoppio di tre bombe provoca decine di feriti. È puro terrore. Ma ordito da chi? E a quale scopo? L'accertamento delle responsabilità riguardo la strage di Piazza Fontana ha avuto un iter giudiziario particolarmente lungo e complesso. Dopo circa una decina di processi, non ci sono che brandelli di verità e nessuna condanna in via definitiva. - Niccolò Machiavelli: politico, diplomatico, letterato, commediografoE25
Niccolò Machiavelli: politico, diplomatico, letterato, commediografoNiccolò Machiavelli: politico, diplomatico, letterato, commediografo. Una personalità complessa, che viene però spesso semplificata o peggio travisata attraverso citazioni sommarie della sua opera. L’aggettivo “machiavellico” è diventato, oggi, sinonimo di un agire politico cinico, spregiudicato, di un modo di fare politica dove tutto è permesso in nome della ragion di Stato. In realtà Machiavelli è stato un acuto testimone del suo tempo e un pensatore che maturò una visione unitaria della patria e del senso di appartenenza di un popolo. Il suo sguardo è attento, seppure fortemente ironico, e il passaggio dalle speculazioni teoriche al registro apparentemente più leggero della commedia è un continuo fluire. - Firenze capitaleE26
Firenze capitaleQuella di Firenze Capitale d'Italia è una storia oggi quasi dimenticata. Eppure è nel capoluogo toscano che l'Italia trovò il suo centro in una fase cruciale della sua storia, tra il 1865 e il 1871. Anni in cui a Roma regnava ancora il Papa, protetto dalla Francia di Napoleone III. È proprio in seguito a un accordo con Parigi che la capitale lascia Torino e viene trasferita in Toscana, culla della cultura e della lingua italiana. Un evento che muterà profondamente il volto urbanistico ed economico di Firenze. Ma fiorentini e torinesi come vissero quel cambiamento? E cosa rimane oggi di quell'esperienza? - La Cassa per il MezzogiornoE27
La Cassa per il MezzogiornoAlla fine della seconda guerra mondiale i danni all'agricoltura e alle maggiori infrastrutture del Paese sono enormi, in particolare nel centro-sud. In questo quadro la ricostruzione diventa il tema centrale della vita nazionale, un grande slancio collettivo attraverso il quale gli italiani cercano di affrontare problemi antichi ed eredità storiche, come il divario tra Nord e Sud del paese. Nel 1946 nasce l'Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno, lo Svimez. Ma i tempi per una politica di questo tipo non sono maturi. Gli imprenditori italiani sono ancora legati a una visione limitata che privilegia l'interesse immediato delle loro aziende e cerca dallo Stato protezioni e agevolazioni, senza porsi i problemi complessivi del sistema-Paese. Bisognerà arrivare agli inizi degli anni '50 perché le idee di economisti come Pasquale Saraceno trovino una prima traduzione pratica. - Futurismo tra arte e politicaE28
Futurismo tra arte e politica20 febbraio 1909, Marinetti pubblica sul quotidiano francese "Le Figaro" il Manifesto del futurismo. È l'atto di nascita di un movimento che nel giro di pochi anni cambia radicalmente l'arte italiana ed internazionale. Nel 1918, mentre la grande guerra è ancora in corso, esce il Manifesto del partito politico futurista. È il tentativo per Marinetti e soci di fare un salto di qualità e di portare anche nella politica italiana i principi rivoluzionari del movimento. Ma dopo la sconfitta alle elezioni del '19, in cui i futuristi si presentano assieme ai fascisti, il futurismo torna a occuparsi esclusivamente di arte. Dieci anni dopo il suo fondatore sarà nominato membro dell'Accademia d'Italia, voluto da Mussolini. - La guerra biancaE29
La guerra biancaLa “guerra bianca” combattuta tra italiani e austroungarici rappresenta un caso unico nello scenario della Prima guerra mondiale: per centinaia di chilometri, lungo il vecchio confine, le truppe del Regio esercito e quelle imperiali si sono combattute sulle vette più imponenti delle Alpi, ad altitudini spesso superiori ai tremila metri. La “guerra bianca” è stata una guerra aspra, affrontata in condizioni ambientali proibitive da eserciti che hanno impiegato ogni mezzo per sopraffarsi. E che hanno realizzato imprese ai limiti della resistenza umana e della tecnologia dell’epoca: strade e ricoveri costruiti sulle cime più impervie, insediamenti scavati nel ventre dei ghiacciai, intere montagne minate e fatte crollare per sopraffare il nemico. - Don Giovanni BoscoE30
Don Giovanni BoscoSantificato nel 1934, don Giovanni Bosco dedica la vita all'assistenza e all'educazione dei ragazzi, soprattutto i più poveri, che inizialmente raduna nel suo primo oratorio, a Valdocco, nella periferia di Torino. Don Bosco vive negli anni centrali del 1800, un periodo di profonde trasformazioni politiche e sociali che portano all'unità d'Italia e alla fine del potere temporale della Chiesa. In particolare, Don Bosco offre la sua diplomazia a Pio IX per ricucire i rapporti tra Stato e Chiesa e per ottenere il riconoscimento del suo ordine religioso: la società dei Salesiani che si diffonde in Italia per poi esportare il modello pedagogico nel mondo, in primo luogo in Sud America. - Napoleone in ItaliaE31
Napoleone in ItaliaNel marzo del 1796 la Francia rivoluzionaria deve respingere gli assalti delle corone europee. Il campo di battaglia è la Germania, ma viene inviata un'armata anche in Italia. Ha un compito secondario: bloccare i soldati austriaci stanziati nella penisola. È formata da 30mila uomini male equipaggiati. Il nemico conta il doppio di unità. Ma alla sua guida c'è un generale di soli 27 anni destinato a cambiare il volto e la storia dell'Europa: Napoleone Bonaparte. Nel giro di sette mesi l'armata d'Italia sbaraglia gli austriaci e arriva fino a Vienna, costringendo l'impero asburgico alla resa. L'Italia del nord viene conquistata dai francesi, mentre i regni e i ducati della penisola si sollevano e si trasformano in repubbliche "sorelle" della repubblica francese. Parte così l'incredibile avventura del generale Bonaparte che diventa re d'Italia e imperatore dei francesi. - Nino Andreatta, rigorista solidaleE32
Nino Andreatta, rigorista solidaleIl 15 dicembre del 1999, mentre si discute la legge Finanziaria del primo governo D'Alema, Beniamino Andreatta viene colto da malore e in seguito da un'ischemia celebrale che lo fa entrare in coma. Per colui che è stato cinque volte Ministro della Repubblica Italiana inizia un calvario di sette anni. Andreatta, trentino di nascita e bolognese di adozione, da giovane professore di politica economica e finanziaria e allievo del cristianesimo sociale di Dossetti, diviene consulente economico del primo Governo Moro. Ma è nel ruolo di ministro del Tesoro del primo governo Forlani e poi confermato nel primo governo Spadolini che Andreatta compie uno dei passi che avranno maggiori conseguenze per la storia economica e finanziaria del nostro Paese: in accordo con l'allora governatore della Banca d'Italia, sancisce "il divorzio" tra quest'ultima e il Tesoro, una soluzione per arginare le modalità attraverso cui il sistema costruisce liquidità per autofinanziarsi in maniera drogata. - Sandokan e il colonialismoE33
Sandokan e il colonialismoNel XVII secolo Inghilterra, Olanda e Francia fondano le rispettive Compagnie delle Indie orientali per spartirsi prima i commerci e poi le colonie del sud est asiatico. Verso la metà dell'800, durante il lungo regno della Regina Vittoria, la Compagnia britannica delle Indie orientali cede le sue prerogative amministrative alla corona, aprendo così la strada alla costituzione dell'Impero britannico. Tra gli avventurieri e governatori inglesi, il più famoso è James Brooke, il Raja bianco di Sarawak, soprannominato lo sterminatore di pirati. A lui si oppongono altri uomini entrati nella leggenda come eroi popolari che lottano contro la colonizzazione dei bianchi. Tra questi c'è Sandokan, un pirata di nobili origini, personaggio immaginario, creato sullo sfondo di una situazione storica reale, dallo scrittore Emilio Salgari. - Il Proibizionismo in AmericaE34
Il Proibizionismo in AmericaNel 1919 la crociata contro l'alcol, che era stata combattuta per più di un secolo negli Stati Uniti, ottiene quella che sembra una vittoria schiacciante. Il divieto di produrre, importare e vendere "liquori intossicanti" viene fissato nel 18° emendamento della costituzione. La legge sul proibizionismo entra in vigore nel gennaio del 1920 ma, fin dall'inizio, si dimostra di difficilissima applicazione. A fronte delle scarse risorse messe a disposizione dagli stati e dal governo federale a sostegno delle nuove norme, il mercato illegale degli alcolici alimenta un giro d'affari gigantesco e dà vita a potenti organizzazioni criminali. Mentre dilagano corruzione e delinquenza, si diffonde presto la consapevolezza del sostanziale fallimento dell'esperimento proibizionista. Eppure, ci vorranno 13 anni e una crisi economica senza precedenti perché l'America rinunci, con la ratifica di un nuovo emendamento costituzionale, al suo tentativo di cancellare per legge la discussa proibizione. - Giovanni Ansaldo, il conservatore inossidabileE35
Giovanni Ansaldo, il conservatore inossidabileGiovanni Ansaldo è stato una delle firme più prestigiose del giornalismo italiano. Nato a Genova nel 1895, da una famiglia dell'alta borghesia cittadina, è nipote del fondatore dei cantieri navali Ansaldo. Conseguita la laurea in Giurisprudenza e in procinto di intraprendere l'insegnamento accademico, Ansaldo viene chiamato dal socialista Giuseppe Canepa, direttore del quotidiano "il Lavoro", a far parte della sua redazione. Il giovane Giovanni accetta e inizia a pubblicare soprattutto articoli di attualità e di politica. La penna affilata che sferza il potere, la pungente ironia, la capacità immaginifica nel raccontare gli eventi, il costante riferimento al buon senso borghese, sono le caratteristiche che, in poco tempo, lo consacrano come uno dei giornalisti più autorevoli del panorama italiano. - Il Presidente RooseveltE36
Il Presidente RooseveltFranklin Delano Roosevelt è stato il 32° presidente degli Stati Uniti d'America, l'unico a essere stato eletto per più di due mandati consecutivi, vincendo le elezioni presidenziali quattro volte e rimanendo in carica dal 1933 alla sua morte, avvenuta il 12 aprile 1945, poco dopo aver dato inizio al suo quarto mandato. Grazie al suo piano di riforme noto come New Deal gli Stati Uniti riescono a superare la Grande Depressione seguita al crollo della borsa di Wall Street del 1929. Negli anni della seconda guerra mondiale, Roosevelt guida la nazione verso la vittoria contro i nazisti in Europa e i giapponesi nel Pacifico. E, nel febbraio del 1945, partecipa, insieme a Churchill e a Stalin, alla Conferenza di Yalta dove si decide il futuro assetto dell'Europa dopo la guerra. - Sparta e AteneE37
Sparta e AteneSparta e Atene: due modelli diversi di organizzazione politica della Polis greca. Se ad Atene si realizza la democrazia fondata sulla partecipazione del popolo alla vita politica, a Sparta si preferisce l'oligarchia, basata sul potere di una ristretta fascia di cittadini privilegiati. E mentre Atene è ricordata per essere stata la patria di grandi pensatori e filosofi, Sparta è passata alla storia per la sua rigidissima preparazione militare che puntava a forgiare soldati invincibili rifiutando qualsiasi debolezza. Dopo essere state alleate per sconfiggere i persiani, dal 431 a.C. le due città si contendono il dominio del mediterraneo nel corso della guerra del Peloponneso. - Andrej SacharovE38
Andrej SacharovEnfant prodige della fisica sovietica, nell'immediato dopoguerra Sacharov entra nel ristretto gruppo che lavora all'atomica sovietica. È l'inizio di una carriera folgorante che lo porta nel 1953 ad entrare nella prestigiosa Accademia delle Scienze. È alla fine degli anni Cinquanta, durante l'era Krusciov, che Sacharov inizia a criticare la corsa agli armamenti e la mancanza di democrazia del sistema sovietico, diventando, nel decennio successivo, il simbolo del dissenso. Un compito, una ragione di lotta che non abbandonerà per il resto della sua vita e che gli farà ottenere, nel 1975, il premio Nobel per la Pace. - L'indipendenza dell'IndiaE39
L'indipendenza dell'IndiaIl lungo e tormentato cammino che ha portato l’India all’indipendenza. La rivolta dei sepoys, nel 1858, porta l’Impero britannico ad assumere il controllo diretto del territorio, precedentemente gestito tramite la Compagnia delle Indie orientali. Il movimento per l’indipendenza diventa di massa nel primo dopoguerra grazie a Gandhi, il profeta della non-violenza, con la marcia del sale e la pratica di digiuni e boicottaggi anti-inglesi, affiancato dall’impegno politico di Nehru. La lotta conosce battute d’arresto, ma alla fine arriva nel 1947 al raggiungimento dell’indipendenza, che pure passa per la spartizione del subcontinente in due nuovi Stati, India e Pakistan. Nel 1950, una Costituzione molto avanzata trasforma l’India in una Repubblica. - I fratelli SereniE40
I fratelli SereniDi famiglia borghese, ebrea non ortodossa, i fratelli Enzo ed Emilio Sereni irrompono nel più tragico capitolo della storia del Novecento - dall'affermazione del fascismo alla fine della II guerra mondiale - con due visioni contrapposte: Enzo, sionista, insegue il sogno della creazione di un stato ebraico in Palestina; Emilio, antifascista, persegue l'ideale di una società comunista. I fratelli Sereni andranno incontro a destini diversi e per altro verso simili. Enzo muore nel 1944, a Dachau, senza poter assistere al compimento del suo sogno: la nascita dello Stato di Israele che si realizzerà quattro anni dopo. Emilio partecipa alla lotta di liberazione dal nazifascismo e diventa ministro della neonata Repubblica. Dopo una lunga vicenda politica nel Partito Comunista, Emilio si spegne nel 1977, dodici anni prima del crollo del Muro di Berlino e degli ideali per i quali aveva combattuto per tutta la sua vita. - La liberazione di AuschwitzE41
La liberazione di Auschwitzl campo di concentramento di Auschwitz, entrato in funzione nell'estate del 1940, si compone di tre campi principali e 46 sottocampi. Inizialmente è destinato a raccogliere i prigionieri di guerra e i tanti civili, soprattutto ebrei, che vengono rastrellati dall'esercito nazista nel suo percorso di conquista in Europa. I deportati sono destinati al lavoro forzato e nel corso della guerra milioni di prigionieri-schiavi, ad Auschwitz e negli altri lager nazisti, contribuiscono a mandare avanti l'industria civile e quella bellica della Germania. Quando viene decisa la "soluzione finale della questione ebraica", ossia lo sterminio di tutti gli ebrei d'Europa, il lager numero 2, Auschwitz-Birkenau, diventa il principale campo di sterminio del Reich. Oltre un milione e mezzo di persone vengono uccise nelle camere a gas, un milione delle quali ebree. - Giovanna d'ArcoE42
Giovanna d'ArcoDal suo paesino di frontiera, Domrémy, la piccola Jean D’Arc assiste impotente alla lunga guerra che sconvolge la Francia, la guerra dei 100 anni, e all’occupazione degli inglesi. A 13 anni la ragazza sente le voci di due sante che la invitano a liberare la Francia e decide, allora, di indossare abiti maschili, imparare a schermare e raggiungere il delfino di Francia, Carlo di Valois, per convincerlo ad affidarle dei soldati con cui espugnare Orléans dall’assedio degli inglesi. L’impresa riesce e Giovanna d’Arco, la “pulzella d’Orléans”, porta Carlo a Reims, dove viene incoronato re di Francia. Lei, intanto, vuole conquistare Parigi, ma viene catturata dai nemici. Carlo non fa nulla per liberarla. Gli inglesi la affidano all’Inquisizione che la processa per stregoneria e la condanna al rogo. E’ il 30 maggio del 1431. Venti anni dopo re Carlo libererà la Francia dagli inglesi e, 500 anni dopo, la “pulzella” verrà proclamata santa. - Pastrone e l'alba del cinema con CabiriaE43
Pastrone e l'alba del cinema con CabiriaA cavallo tra la fine dell'800 e l'inizio del '900 in Italia si assiste alla nascita e all'affermazione dell'industria cinematografica. Tra i pionieri del settore c'è Giovanni Pastrone, un personaggio eclettico e precursore dei tempi: artista, contabile, produttore, inventore, poi addirittura medico. Pastrone, oltre a essere stato regista e autore occulto di "Cabiria", kolossal prodotto in Italia nel 1914 e intestato a Gabriele D'Annunzio per motivi "promozionali", può essere considerato il fautore di una nobilitazione del cinema, da strumento di intrattenimento per le masse a nuova forma d'arte. Torino, che negli stessi anni vede sorgere colossi dell'industria nazionale come la Fiat, è la culla dei progetti di Pastrone, che con Cabiria riesce a racchiudere arte e tecnologia in un unico contenitore, il cinema appunto, capace per questo di assumere i tratti dell'opera d'arte "totale" e più completa. - I treni della felicitàE44
I treni della felicitàNelle guerre novecentesche i conflitti si spostano dagli eserciti alla popolazione civile. Con il secondo conflitto mondiale la guerra è sempre più "totale" e non risparmia l'infanzia: penetra dall'alto sulle città, si trasforma in guerra civile, stravolge l'esperienza quotidiana e il mondo interiore dei bambini. Forgiati come piccoli soldati dal Fascismo, per i bambini italiani il primo trauma è la partenza dei padri, poi lo sfollamento, i bombardamenti, la fame. Dopo l'8 settembre del 1943, nell'Italia tagliata in due la guerra è più crudele di prima. Nel corso della ritirata, le truppe tedesche si scatenano contro la popolazione civile e anche i bambini sono nemici da sterminare. Nel dopoguerra, poi, tra le rovine materiali e sociali del paese, esplode il fenomeno dei ragazzi di strada. - Rosa ParksE45
Rosa ParksNel 1865, a conclusione della guerra civile americana, gli Stati Uniti aboliscono la schiavitù. Seguono altri provvedimenti che tendono a garantire diritti civili per gli afroamericani e la loro integrazione nella società. Ma dagli anni '80 si scatena la reazione dei razzisti bianchi e in molti Stati del sud vengono approvate leggi locali che limitano questi diritti, compreso quello di voto, e introducono una rigida segregazione razziale. Un quadro normativo che rimane pressoché inalterato fino alla metà del Novecento, mentre le disparità sociali ed economiche tra bianchi e neri crescono. Ma, dopo la Seconda Guerra Mondiale, le associazioni per i diritti civili degli afroamericani intensificano il loro attivismo. E il 1° dicembre 1955 Rosa Parks rifiuta di cedere il proprio posto a un bianco su un autobus di Montgomery, in Alabama, dove vige la segregazione. - Metternich, l'arte della diplomaziaE46
Metternich, l'arte della diplomaziaPer oltre tre decenni, tra il 1815 e il 1848, Clemente di Metternich è stato il signore d'Europa, l'artefice di un ordine, che va sotto il nome di Restaurazione, che resta sostanzialmente immutato per un secolo e di un'epoca. Nonostante sia stato il trionfatore nel Congresso di Vienna, e l'abilissimo statista capace di sconfiggere Napoleone e di garantire all'Europa stabilità ed equilibrio, di Metternich prevale una valutazione negativa: carceriere dei popoli, custode dell'assolutismo, difensore dell'Ancien Regime fondato sull'ingiustizia e il privilegio. Metternich, soprattutto, resta sgradito all'Italia per la quale conia la famosa definizione di "espressione geografica". Ma è una lettura storicamente esatta? Oppure di Metternich si può offrire una descrizione meno negativa e perentoria? - L'incontro di JaltaE47
L'incontro di JaltaFebbraio 1945. Sono gli ultimi terribili mesi di guerra. Sul fronte occidentale gli Alleati, dopo lo sbarco in Normandia, devono affrontare un'accanita resistenza delle forze hitleriane che ritarda la loro avanzata verso Berlino. Sul fronte dell'Europa orientale, invece, le armate di Stalin avanzano inarrestabili e sono pronte a sferrare l'attacco finale che le porterà a Berlino. Ora che la guerra sta volgendo al termine è necessario affrontare i problemi del nuovo ordine post-bellico. Per questa ragione, il 4 febbraio 1945, in territorio sovietico, il Maresciallo Stalin, il presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt e il primo ministro britannico Winston Churchill decidono di incontrarsi a Yalta, in Crimea. Un evento raccontato da Paolo Mieli insieme al professor Ernesto Galli della Loggia in questa puntata di "Passato e Presente". L'incontro dei "Tre Grandi" costituisce forse la più importante partita diplomatica del Novecento. - Salvatore Giuliano, il bandito di MontelepreE48
Salvatore Giuliano, il bandito di MontelepreSicilia, 1 maggio 1947: centinaia di lavoratori si ritrovano con le loro famiglie a Portella della Ginestra per celebrare la Festa del Lavoro e manifestare contro il latifondismo, forti del risultato politico ottenuto in Sicilia dall'alleanza tra socialisti e comunisti. Sul posto è presente anche Salvatore Giuliano, bandito di Montelepre. Un personaggio analizzato dal professor Salvatore Lupo con Paolo Mieli in questa puntata di "Passato e Presente". La banda di Giuliano ha fucili, pistole e una mitragliatrice pesante puntata sul pianoro sottostante. A un cenno del loro capo, i criminali aprono il fuoco sulla popolazione. È una strage. Vengono assassinate 11 persone e ferite molte altre. - L'Italia di TotòE49
L'Italia di TotòAntonio, principe de Curtis, in arte, Totò. Il più grande attore comico del cinema e del teatro italiano attraversa con la sua maschera inconfondibile oltre cinquant’anni di storia nazionale: dalla Prima Guerra Mondiale agli anni della ricostruzione e del boom economico. Artista popolare e allo stesso tempo profondamente complesso, l’attore napoletano è stato capace di cogliere e rappresentare i cambiamenti epocali della cultura e della società italiana, che hanno ridisegnato il volto del nostro Paese. - Porzus, sangue sulla ResistenzaE50
Porzus, sangue sulla ResistenzaIl 7 febbraio 1945 un commando delle formazioni d'assalto GAP del partito comunista attacca il comando della I Brigata Osoppo, una formazione partigiana di orientamento liberale che aveva il suo quartier generale nelle cosiddette malghe di Porzus. Sono 18 i partigiani uccisi dai comunisti, solo 3 i superstiti. La strage di Porzus è il più grave caso di scontro interno alla Resistenza italiana, e uno degli eventi più dibattuti della storia del biennio 1943-45. A chi va imputata la responsabilità della strage? Si tratta di una iniziativa personale del comandante dei GAP? Oppure i mandanti vanno cercati altrove? Che ruolo ha avuto il Partito comunista di Togliatti? Oggi il sito del massacro è classificato come monumento nazionale, ma queste domande hanno alimentato per decenni un acceso dibattito politico e storiografico. - Foibe, l'eterno abbandonoE51
Foibe, l'eterno abbandonoIl 10 febbraio in Italia si celebra il "Giorno del Ricordo", dedicato alle vittime delle foibe e alle decine di migliaia di esuli costretti a lasciare l'Istria e la Dalmazia alla fine della seconda guerra mondiale. Orrore, paura, scontri ideologici e delicati equilibri geopolitici sono alla base di un terribile evento che coinvolge un popolo di circa 250 mila italiani costretti a lasciare la propria terra, le proprie case, e ad incamminarsi in lungo doloroso viaggio. Una pagina di storia ripercorsa in questo appuntamento speciale dedicato al Giorno del Ricordo. Il rientro in Italia avviene spesso nel segno del dramma, alimentato da diffidenze e pregiudizi. Le foibe e l'esodo giuliano-dalmata rappresentano un capitolo tragico della nostra storia, riemerso dall'oblio solo a partire dagli anni '90 e tuttora oggetto di studi e ricerche. - Marco Aurelio, l'imperatore filosofoE52
Marco Aurelio, l'imperatore filosofoCon l'imperatore Marco Aurelio, nel 161 d.C., la filosofia stoica sale al governo dell'impero romano. Marco Aurelio abbraccia lo stoicismo già in gioventù e ne segue i precetti. Come afferma nella sua raccolta di pensieri, i "Colloqui con se stesso", il dovere, la disciplina interiore e il distacco dalle cose materiali ispirano ogni sua azione, sia come uomo che come capo di Stato. E' richiamandosi a questi principi che affronta l'ascesa al trono imperiale e le tante difficoltà che lo incontra durante il regno, come la "peste antonina" e le campagne militari contro i Parti, in Oriente, e contro le popolazioni germaniche ribelli al Nord: i Quadi e i Marcomanni. - Farinacci, il fascista intransigenteE53
Farinacci, il fascista intransigente12 febbraio 1925, Mussolini nomina Farinacci segretario del partito nazionale fascista. E' il riconoscimento del ruolo fondamentale avuto dal Ras di Cremona nei difficili mesi della crisi generata dal delitto Matteotti. Farinacci dedica tutte le sue energie alla riorganizzazione del partito, per farne il motore dello Stato e del regime. Ma il suo disegno si scontra presto con la volontà di Mussolini, deciso a mettere fine alle violenze squadriste e ad offrire un'immagine rassicurante del fascismo. - Dresda 1945: l'inferno di fuocoE54
Dresda 1945: l'inferno di fuocoE' durante la Grande Guerra che vengono effettuati i primi bombardamenti sulle città. Ma i primi studi teorici sulla guerra aerea iniziano al termine delle ostilità. In Italia è il generale Giulio Douhet a riconoscerne le potenzialità: l'aviazione, per lui, è l'unica arma in grado di risolvere rapidamente un conflitto, bombardando gli obiettivi militari, ma anche le città, per colpire il morale della popolazione. Queste tesi ottengono ovunque ampi consensi e nella seconda guerra mondiale, dopo i progressi compiuti dall'aviazione negli anni Trenta, trovano la massima applicazione. Ciò che accade a Dresda nel febbraio del 1945 è il culmine di un'escalation di terrore cominciato col bombardamento tedesco di Varsavia, nel settembre del '39. La capitale della Sassonia, la "Venezia sull'Elba" è devastata dai bombardieri alleati. - Zanardelli: la svolta liberaleE55
Zanardelli: la svolta liberaleQuando muore, il Times lo definisce "un grande italiano". Universalmente stimato per la sua coerenza, guida il Paese in una fase cruciale della sua storia e realizza riforme epocali. Eppure, Giuseppe Zanardelli (1826-1903) è una figura dimenticata della storia italiana. Nato a Brescia, nel 1848 Zanardelli si unisce ai patrioti risorgimentali che lottano per l'indipendenza dall'Austria. Dopo l'Unità d'Italia, eletto deputato nelle file della sinistra liberale, è più volte ministro, presidente della Camera e, infine, Presidente del Consiglio nel governo della "svolta liberale", che apre la strada all'età giolittiana. Il suo nome resta però indissolubilmente legato al Codice penale da lui firmato nel 1889, che abolisce la pena di morte. - Processo a Madame BovaryE56
Processo a Madame BovaryIl 19 settembre 1851, Gustave Flaubert inizia la stesura del suo capolavoro: "Madame Bovary. Costumi di provincia", che esce a puntate tra il 1 ottobre e il 15 dicembre 1856, sulla Revue de Paris. La protagonista, Emma Rouault, è una donna insoddisfatta della sua condizione coniugale piccolo borghese, che cerca nella relazione amorosa extraconiugale un riconoscimento sociale e individuale da eroina romantica e, di fronte al fallimento del suo sogno, sceglie il suicidio. Il romanzo dà scandalo fino al punto da trascinare il suo autore in tribunale, con l'accusa di oltraggio alla morale pubblica e religiosa. Flaubert sarà assolto ed esentato dalle spese di giudizio, mentre "Madame Bovary", uscito in volume pochi mesi dopo il processo, grazie all'eco mediatica sollevata dal caso, diventa un successo letterario senza precedenti. - L'Albania di Enver HoxhaE57
L'Albania di Enver HoxhaQuando, alla fine del 1944, i partigiani albanesi sconfiggono le armate tedesche e i gruppi di fascisti e nazisti locali, alla guida del Paese si pone il Fronte di Liberazione nazionale che si autoproclama governo provvisorio. Presidente e ministro della difesa del nuovo governo è Enver Hoxha, il leader del partito comunista d’Albania. Nato a Argirocastro, con esperienze di studio all’estero, Hoxha segue da subito il modello sovietico e abbraccia in modo ortodosso l’ideologia stalinista. Rimane al potere per oltre 40 anni, isolando il paese dal consesso internazionale e trasformando l’Albania in una dittatura autarchica, nella quale è abolita ogni libertà civile, politica e religiosa: un paese dal quale nessuno può fuggire, pena la morte o la condanna a lunghi anni di carcere. - Cosma Manera e la Legione RedentaE58
Cosma Manera e la Legione RedentaTra il 1916 e il 1920 il Maggiore dei Carabinieri Marco Cosma Manera è protagonista di una delle vicende più incredibili della nostra storia contemporanea: nel corso della Prima guerra mondiale e della rivoluzione bolscevica riesce a recuperare, inquadrare militarmente e riportare a casa migliaia di soldati di etnia italiana, nati nei territori "irredenti" (trentini, triestini e giuliani) che sono stati mandati a combattere dall'Impero asburgico sul fronte orientale della Galizia e sono caduti prigionieri dei russi, finendo dispersi nel vasto territorio dell'impero. Un'impresa che s'intreccia a quella della missione militare internazionale, organizzata dagli eserciti Alleati per contrastare la Rivoluzione bolscevica, e si spinge fino alle estreme steppe siberiane e alla Cina: un'impresa che definirà come "padre degli irredenti" il Generale dei Carabinieri Cosma Manera. - La biennale del dissensoE59
La biennale del dissensoE' il 25 gennaio 1977. Carlo Ripa di Meana annuncia di voler dedicare la Biennale di quell'anno al tema del "dissenso" nei Paesi dell'Est. Da quel momento ha inizio una polemica senza esclusione di colpi. L'ambasciatore sovietico a Roma chiede formalmente al governo italiano di annullare il programma della Biennale. Il Pci si sente messo alle strette, fra un'opinione pubblica che lo vuole indipendente da Mosca e le pressioni sovietiche. Alcuni intellettuali e artisti vicini al Pci attaccano la Biennale per la scelta e diverse fondazioni non concedono gli spazi promessi per allestire le mostre. Dopo quasi un anno di polemiche, grazie al sostegno del Psi e di Bettino Craxi, da poco eletto segretario del partito, la fragile navicella della Biennale riuscirà a raggiungere il porto e a sbarcare i suoi protagonisti a Venezia. Il 15 novembre 1977 si inaugura la "Biennale del dissenso". - I due Conclavi del 1978E60
I due Conclavi del 1978Il 1978 è passato alla storia come "l'anno dei tre papi". Per la prima volta nella storia, due conclavi si succedono a distanza di meno di due mesi l'uno dall'altro e scelgono due uomini molto diversi. Alla morte di Paolo VI, in agosto, viene eletto Albino Luciani, ma il suo pontificato dura appena 33 giorni. Il secondo conclave, quello di ottobre, porta all'elezione del primo papa non italiano: Karol Wojtyla. Luciani e Wojtyla sono due personalità molto distanti, eppure vengono scelti dallo stesso collegio cardinalizio. Che cosa succede nel segreto del conclave? Perché cambiano gli equilibri? Quale ruolo gioca la diplomazia internazionale e perché viene meno la secolare tradizione del papato italiano? - Luisa di PrussiaE61
Luisa di PrussiaLuisa di Meclemburgo-Strelitz, la bella moglie del re Federico Guglielmo III di Prussia, grazie alla sua influenza sulle scelte politiche del marito, è passata alla storia come paladina dell’onore del suo paese. Dopo la sconfitta a Jena dell’esercito prussiano, alleato della Russia nelle guerre napoleoniche, Luisa incontra personalmente Napoleone per chiedergli di rivedere le pesanti condizioni imposte alla Prussia dal trattato di pace di Tilsit. L’incontro non sortisce alcun risultato, ma da quella pesante sconfitta la Prussia rinascerà più moderna e più forte, grazie a un importante programma di riforme che la regina, scomparsa a soli 34 anni, non potrà vedere compiuto. Per la Germania Luisa diventa il simbolo dello spirito prussiano e della sua capacità di risorgere. - Turati e Kuliscioff: due vite, una passioneE62
Turati e Kuliscioff: due vite, una passioneAnna Kuliscioff e Filippo Turati si conoscono a Napoli nel 1885 e iniziano un rapporto sentimentale e un sodalizio politico che durerà tutta la vita. La Kuliscioff ha un ruolo rilevante nel passaggio di Turati alle idee socialiste ed entrambi sono protagonisti del processo che porta alla nascita, nel 1892, del Partito dei lavoratori italiani, che diventa, un anno dopo, Partito socialista. Turati ne guida l'ala riformista e, durante il periodo giolittiano, offre l'appoggio socialista ai governi liberal-democratici. Sono anni in cui vengono approvate diverse riforme di carattere sociale, che migliorano le condizioni di vita delle classi lavoratrici. Tra queste, la legge per la tutela del lavoro femminile e minorile, elaborata dalla stessa Kuliscioff. Nel primo decennio del Novecento, inoltre, i due sono protagonisti di un acceso dibattito sul suffragio universale e sul voto alle donne. - 1947, la rottura tra De Gasperi e il PCIE63
1947, la rottura tra De Gasperi e il PCIIl 2 febbraio 1947 il leader della Democrazia Cristiana, Alcide De Gasperi, vara un governo di coalizione con il Partito Socialista e il Partito Comunista. È la cosiddetta intesa tripartita, ultima espressione dei governi di unità antifascista nati durante la Resistenza. Il governo, nel suo breve percorso, si trova ad affrontare ostacoli e difficoltà di notevole portata: dalla firma del durissimo trattato di pace di Parigi agli snodi cruciali del cammino costituente, dalla crisi economica e sociale che grava sul Paese negli anni del dopoguerra, agli effetti della contrapposizione tra blocco occidentale e blocco comunista. Minata da contrasti interni e condizionata dal clima internazionale l’esperienza tripartita si conclude il 13 maggio con le dimissioni di De Gasperi. - La Guerra dei 6 giorniE64
La Guerra dei 6 giorniAlle 7.45 della mattina del 5 giugno 1967, l’aviazione israeliana bombarda a sorpresa le basi aeree egiziane, distruggendone quasi completamente la flotta aerea. Piste di decollo e le stazioni radar sono messe fuori uso. A poche ore di distanza la stessa sorte tocca alle basi siriane. L’attacco preventivo israeliano, guidato dal generale Moshe Dayan, dà inizio a una fulminea operazione militare che sarà ricordata come la “Guerra dei sei giorni”. La Guerra dei sei giorni è un conflitto lampo che, oltre a stravolgere gli equilibri del Medio Oriente, cambierà lo sguardo del mondo su Israele e imporrà all’attenzione generale l’esistenza di una “questione palestinese”. - La parabola dell'IRIE65
La parabola dell'IRIL'Iri, l'Istituto per la Ricostruzione Industriale, nasce nel 1933 per risanare il sistema bancario italiano colpito dalla crisi mondiale del '29 e rileva le tre maggiori banche di credito del paese. Dopo i risultati raggiunti durante il ventennio fascista, l'Iri continua a fungere da motore dell'economia nazionale per la ricostruzione postbellica. Interviene per lo sviluppo del Mezzogiorno, per il potenziamento della rete dei trasporti e di quella delle telecomunicazioni. Nell'Italia del miracolo economico l'Istituto di via Veneto mantiene ancora un ruolo propulsivo, ma, nella seconda metà degli anni Sessanta, l'ente non si adegua ai grandi cambiamenti in corso nell'economia mondiale e alle spinte che scuotono il mondo del lavoro e la società italiana. Una mancanza che in pochi anni trascina l'Iri in una spirale negativa e ne determina la fine. - Santa Caterina da SienaE66
Santa Caterina da SienaÈ stata una delle donne più importanti del Medioevo. Ha saputo coniugare la vocazione mistica con l'azione politica. Ha saputo opporsi ai costumi della sua epoca, che volevano la donna madre di famiglia o monaca chiusa in clausura, e ha scelto di pregare il suo Dio in una celletta della casa paterna e al tempo stesso di muoversi nel mondo per salvare la Chiesa. È Caterina da Siena. Con le sue lettere e la sua presenza riesce a convincere Papa Gregorio XI a lasciare la sede di Avignone e tornare a Roma. Ma a Roma il suo sogno si infrange: il nuovo papa Urbano VI, non riesce a tenere unita la Chiesa. E con lo scisma d'occidente la Cristianità si divide. Caterina ha fallito, non mangia più e si lascia morire. Quella di Santa Caterina è una figura da capire e riscoprire. - La guerra di AlgeriaE67
La guerra di AlgeriaL'Algeria è una colonia francese dal 1830 quando, il primo novembre 1954, una serie di attacchi in tutto il Paese da parte del Fronte di Liberazione Nazionale dà inizio alla più sanguinosa guerra di liberazione del continente africano. L'esercito francese tenta di reprimere con durezza la ribellione, ma ha difficoltà a contrastare la guerriglia della resistenza algerina. Anche i coloni francesi, un decimo della popolazione totale, si arma e combatte contro gli indipendentisti. La debolezza dei governi francesi fa precipitare la situazione e il primo giugno 1958 Charles de Gaulle, ritiratosi dalla politica dodici anni prima, torna in campo e viene nominato primo ministro. Ad Algeri, intanto, un gruppo di generali golpisti ha preso il potere con un colpo di stato e minaccia la stessa integrità delle istituzioni francesi. De Gaulle inizia una politica di dialogo, mentre in Francia cresce un movimento di opinione a favore della pace e dell'indipendenza algerina. - Torino in guerraE68
Torino in guerraÈ la città più industrializzata d'Italia, ma anche la prima ad essere bombardata, nemmeno due giorni dopo l'entrata in guerra annunciata da Mussolini a Palazzo Venezia. Da quella notte tra l'11 e il 12 giugno 1940 per Torino comincia una stagione lunga e difficile, che la vedrà colpita decine di volte dai bombardieri nemici, progressivamente svuotata dai moltissimi sfollati riparati in campagna e ridotta alla fame dalla mancanza di rifornimenti. I raid nemici si intensificano a partire dal novembre del 1942. Poi, l'estate che segue il crollo del fascismo vedrà la liberazione dei detenuti politici, ma anche la disillusione del governo Badoglio e, infine, l'occupazione dei nazisti, che prendono la città il 10 settembre '43. - Italiani, Giusti tra le nazioniE70
Italiani, Giusti tra le nazioniAl primo gennaio 2019, gli italiani “Giusti tra le nazioni” riconosciuti da Yad Vashem, il grande memoriale dell’Olocausto dello stato di Israele, sono 714 su un totale di 27.362 in 51 Paesi di tutto il mondo. Gli ebrei presenti in Italia nel settembre 1943, il periodo in cui ebbe inizio la Shoah nel nostro Paese, erano oltre 38 mila, di cui circa 33 mila italiani e 5 mila stranieri. Di questi, 7 mila furono deportati, mentre circa 31 mila non subirono né arresti né deportazioni. Una percentuale elevata rispetto a molti Paesi d'Europa, che non può essere ricondotta alla sola opera di salvataggio compiuta dai Giusti italiani. Ma chi sono i non ebrei italiani che hanno rischiato la propria vita per salvare gli ebrei dalla Shoah, compiendo imprese eroiche tali da essere riconosciute dalla Suprema corte israeliana ed essere, per questo, insigniti del titolo di “Giusti”? Hanno agito individualmente o all’interno di reti più estese e organizzate? - Luigi Barzini, l'avventura del giornalismoE71
Luigi Barzini, l'avventura del giornalismoLuigi Barzini è il testimone privilegiato degli eventi cruciali che segnano la prima metà del XX secolo e, all'inizio del Novecento, s'impone come star del giornalismo internazionale con i suoi avventurosi reportage dall'estremo oriente, dalla guerra di Libia e dalla Francia del primo conflitto mondiale. Con il suo stile asciutto ed essenziale, lancia un nuovo tipo di giornalismo, che diventa di moda. Un'avventura raccontata dal professor Mauro Canali e da Paolo Mieli in questa puntata di "Passato e Presente". Durante il ventennio fascista, mentre il figlio Luigi junior ne segue le orme e diventa a sua volta inviato del "Corriere della Sera", Barzini padre collabora con Il Popolo d'Italia, la testata del regime, e dopo l'8 settembre segue il governo repubblichino a Salò. Una scelta che pagherà a caro prezzo negli anni successivi alla guerra. - Alexandre Dumas e il Risorgimento italianoE72
Alexandre Dumas e il Risorgimento italianoAlexandre Dumas è il celebre e prolifico romanziere francese noto al grande pubblico per i suoi avventurosi romanzi storici, tra i più noti “Il conte di Montecristo” e la trilogia de “I tre moschettieri”. Ha attraversato l’Ottocento, il secolo del romanticismo e dei moti rivoluzionari europei, non solo come scrittore, ma come patriota francese e come carbonaro italiano nel 1832, attività poco nota della sua vita. Qualche decennio dopo Dumas incontrerà Giuseppe Garibaldi, e darà un gande contributo alla diffusione del mito dell’eroe dei due mondi. Lo scrittore parteciperà personalmente alla spedizione dei Mille e ne racconterà le mitiche gesta nel volume “I Garibaldini”. Ma quanto c’è di romanzato sul personaggio di Garibaldi nella versione di Dumas? - L'incendio del Narodni Dom di TriesteE73
L'incendio del Narodni Dom di TriesteTrieste, 13 luglio 1920. A seguito degli incidenti del giorno precedente a Spalato, in Dalmazia, tra militari italiani e nazionalisti jugoslavi, durante i quali vengono uccisi due militari, i fascisti triestini promuovono un grande comizio in piazza dell'Unità. All'adunata partecipano oltre duemila persone. Il clima è molto teso. All'improvviso un partecipante viene accoltellato a morte e in piazza si diffonde subito la voce che l'assassino è slavo. In poco tempo diversi gruppi di manifestanti si sparpagliano per assaltare i simboli della cultura slovena in città. Il gruppo più numeroso circonda il Narodni Dom, la casa nazionale slava in piazza Oberdan, che ospita anche degli appartamenti, un caffè e l'Hotel Balkan. L'edificio viene circondato e dato alle fiamme. - Vittorio Emanuele IIE74
Vittorio Emanuele IIIn occasione del bicentenario della nascita, la vicenda di Vittorio Emanuele II, il primo re d’Italia. Salito al trono nel 1849, dopo l’abdicazione del padre Carlo Alberto, Vittorio Emanuele deve immediatamente firmare l’armistizio con gli austriaci dopo la sconfitta del Regno di Sardegna nella prima guerra d’indipendenza. E nei primi anni Cinquanta dell’Ottocento riprende, assieme al nuovo primo ministro Cavour, la lotta per l’unificazione del Paese. Percorso al quale Vittorio Emanuele offrirà un contributo determinante, tanto da renderlo un personaggio amatissimo anche dagli strati popolari più umili. Come testimonia la partecipazione di massa al lutto per la sua morte, avvenuta il 9 gennaio 1878. - Parigi, la città dell'esilioE75
Parigi, la città dell'esilioLa Francia è stato un paese tradizionalmente ospitale con gli esuli politici e il diritto di asilo è previsto sin dalla costituzione del 1793. In concomitanza con le varie ondate dei moti risorgimentali, centinaia di fuoriusciti fuggono nella capitale francese, per salvarsi dalle prigioni austriache. Durante il regime fascista, i leader dei principali partiti democratici, in particolare dopo le leggi fascistissime del 1926, passano le Alpi per evitare la repressione del regime e riorganizzare la lotta antifascista. Più di recente, negli anni '80 del '900, decine di terroristi di estrema sinistra si sono rifugiati in Francia, protetti dalla cosiddetta "dottrina Mitterrand" che ne impediva l'estradizione. Nel corso della storia, Parigi è diventata per molti italiani, e per diversi motivi, una seconda patria. - Giovanni Paolo IIE76
Giovanni Paolo IIIl 16 ottobre 1978, per la prima volta in 455 anni, è chiamato a guidare la Chiesa di Roma un pontefice straniero: l’arcivescovo di Cracovia, Karol Wojtyla, che prenderà il nome di Giovanni Paolo II. Nato il 18 maggio 1920, cento anni fa, Wojtyla sarà uno dei pontefici più longevi e carismatici della storia. In un quadro internazionale fortemente condizionato dallo scontro ideologico tra l’Occidente liberale e il blocco comunista, l’elezione al soglio di un papa che viene da oltrecortina, cresciuto nella cattolicissima Polonia, rappresenta l’avvio di una fase storica cruciale, che culminerà con il crollo del muro di Berlino nel 1989. Papa Wojtyla è uno dei protagonisti dei mutamenti epocali che segnano il passaggio al III millennio, con un intenso e dinamico pontificato segnato drammaticamente dall’attentato del 13 maggio 1981, a cui scampa miracolosamente. E’ stato proclamato santo il 27 aprile 2014. - L'Italia scopre la mafiaE77
L'Italia scopre la mafiaLa presenza di Cosa Nostra nella vita istituzionale dell'Italia risale ai tempi della formazione dello Stato unitario. Eppure, per circa un secolo, della mafia in Italia non si è parlato, se non come di un fenomeno circoscritto alle tradizioni siciliane. Qualcosa comincia a cambiare agli inizi degli anni Sessanta grazie al coraggio di uomini e donne che decidono di combatterla apertamente, spesso a costo della vita. Tra questi Pio La Torre, promotore, insieme a Virginio Rognoni, della legge che ha introdotto il reato di associazione di tipo mafioso (416 bis) e che fu assassinato nel 1982. Un ruolo decisivo nella costruzione di una narrazione pubblica intorno alla mafia lo ricopre anche la televisione: prima con le inchieste sulla malavita, poi con una produzione di impegno civile come La Piovra, in onda sul piccolo schermo a partire dal 1984. Lo sceneggiato fu capace di rappresentare al grande pubblico il fenomeno della mafia imprenditoriale, i cui tentacoli si allungano dai piccoli spacciatori fino al cuore del potere politico. Mentre La Piovra riscuote in Italia un successo di pubblico senza precedenti e viene distribuita in tutto il mondo, a Palermo si svolge il Maxiprocesso, che porta alla condanna dei maggiori boss dell'epoca, come Totò Riina e Bernardo Provenzano. Il Maxiprocesso segna la prima grande vittoria dello Stato sulla mafia, ma anche l'inizio del periodo stragista di Cosa Nostra, che culminerà negli omicidi dei giudici Falcone e Borsellino. - I VichinghiE78
I VichinghiNel giugno 793, un gruppo di vichinghi provenienti dalla Norvegia saccheggia il monastero di Lindisfarne, sulla costa orientale dell'Inghilterra. E' con questa data che si fa convenzionalmente iniziare l'Era Vichinga. L'assalto al cenobio inglese è preceduto da almeno 200 anni di rotte commerciali e di razzie, ma è tra l'VIII e il IX secolo che si assiste a una straordinaria espansione. I vichinghi, detti anche Normanni - "uomini del nord", assediano Parigi, giungono fino in Groenlandia e poi ancora oltreoceano fino al Labrador canadese. Ad Est invece, attraverso i grandi fiumi russi, giungono fino a Bisanzio e a Bagdad, commerciando in pelli, pesce essiccato ed ambra. Le loro razzie finiscono quando, a mano a mano, diventano stanziali. La progressiva cristianizzazione eroderà l'identità di questo popolo, ma non cancellerà l'eredità lasciata dal loro passaggio in tutta Europa. - 1946. La nascita della RepubblicaE79
1946. La nascita della RepubblicaE' dal 1944, a guerra ancora in corso, che in Italia si discute della questione istituzionale; se il Paese, cioè, debba continuare ad essere una monarchia o diventare una repubblica. I partiti che formano il Comitato di Liberazione Nazionale chiedono al re Vittorio Emanuele III di abdicare, per la troppa contiguità avuta con il regime fascista durante il ventennio. A sorpresa è Palmiro Togliatti, appena tornato in Italia dall'Unione Sovietica, a proporre di rimandare la questione istituzionale a dopo la fine della guerra. E' la cosiddetta "svolta di Salerno". Al termine del conflitto si discute se a decidere tra monarchia e repubblica debba essere un referendum a suffragio universale o l'Assemblea costituente, il primo parlamento dell'Italia libera che ha il compito di redigere la nuova Costituzione. Alla fine, prevale l'idea di De Gasperi, che vuole un referendum da tenersi nello stesso giorno in cui si elegge l'Assemblea costituente. La data scelta è il 2 giugno. Quel giorno, l'89 per cento degli italiani aventi diritto si reca alle urne per votare. Lo spoglio delle schede è lungo e tormentato, ma alla fine la repubblica prevale con oltre 12 milioni e 700 mila voti, due milioni più della monarchia. Una contestazione sul meccanismo di conteggio dei voti crea un contrasto tra la monarchia e il governo; e rischia anche di esasperare le forti divisioni presenti nel paese, soprattutto tra nord e sud. Il 13 giugno, per evitare ulteriori lacerazioni, il re Umberto II decide di lasciare il paese per l'esilio, senza però riconoscere formalmente la Repubblica. - 1960. Le olimpiadi degli italianiE80
1960. Le olimpiadi degli italianiLe Olimpiadi disputate a Roma nel 1960 segnano uno spartiacque tra lo sport dilettantistico del passato e quello professionistico moderno. Per la prima volta si parla di doping, per la prima volta un atleta viene pagato per indossare un certo tipo di scarpe e per la prima volta vengono venduti i diritti televisivi di un evento sportivo trasmesso in mondovisione. Così Roma diventa una grande ribalta mediatica, che offre all'Unione Sovietica e agli Stati Uniti, le due superpotenze impegnate nella guerra fredda, un terreno di scontro a distanza. Ma offre anche all'Italia, nel pieno del suo "miracolo" una vetrina dove esporre al mondo i suoi successi. - Lo Statuto dei LavoratoriE81
Lo Statuto dei LavoratoriIl 20 maggio del 1970, dopo un lungo e travagliato percorso iniziato nei primi anni del dopoguerra, entra in vigore la legge n.300 - lo Statuto dei lavoratori, che, malgrado le modifiche apportate nell'ultimo decennio, continua ad essere il testo base del diritto del lavoro in Italia. Il padre della nuova legislazione è il giurista Gino Giugni, posto a capo della commissione che ne elabora il testo dal ministro del Lavoro del primo governo Rumor, il socialista Giacomo Brodolini. Con la legge n.300, i diritti e le libertà dei lavoratori, tra le quali quella sindacale, ottengono finalmente sanzione giuridica. - Hitler-Mussolini. L'incontro del BrenneroE82
Hitler-Mussolini. L'incontro del BrenneroÈ il 18 marzo 1940. Benito Mussolini e Adolf Hitler si incontrano alla stazione del Brennero. È il quinto incontro tra i due dittatori. Si svolge in un momento chiave per la storia europea: quando Hitler, con l'invasione della Polonia, ha di fatto da qualche mese scatenato il secondo conflitto mondiale ed è prossimo ad attaccare la Francia. Punto cruciale dell'incontro del Brennero è la richiesta del Fuhrer al Duce di interrompere lo stato di non belligeranza dell'Italia ed entrare in guerra a fianco della Germania. Una richiesta a cui un esitante Mussolini dovrà adeguarsi, malgrado l'impreparazione militare italiana e un'opinione pubblica tutt'altro che favorevole alla guerra. - Augusto, Princeps dell'ImperoE83
Augusto, Princeps dell'Impero"A diciannove anni, a mie spese, ho arruolato un esercito con il quale ho liberato la Repubblica oppressa dal dominio dei faziosi", così inizia il testo delle "Res Gestae Divi Augusti", l'opera scritta da Ottaviano Augusto durante la sua lunga vita: il suo testamento politico, ma anche l'arma della sua propaganda. Augusto, princeps dell'impero, è il protagonista di "Passato e Presente". Il giovane Gaio Ottavio è pronipote di Giulio Cesare e, dopo il brutale assassinio dello zio, è designato dal testamento del medesimo come figlio adottivo e principale erede del suo patrimonio. Prende il nome di Ottaviano e, dopo una lunga serie di sanguinose lotte politiche, che si conclude con la vittoria ad Azio contro Antonio e Cleopatra, riesce a porre fine ai conflitti interni che da oltre un secolo assillano Roma. Augusto stesso esalterà la pace la prosperità del suo governo con un grande monumento: l'ara pacis augustae. - Emilio Colombo l'ultimo dei CostituentiE84
Emilio Colombo l'ultimo dei CostituentiEmilio Colombo è stato uno dei politici più longevi della nostra Repubblica. Colombo ha solo 26 anni quando siede all'Assemblea costituente ed è uno dei più giovani padri della Costituzione Italiana. Nel '48 il giovane lucano viene eletto in Parlamento tra le fila della Democrazia Cristiana ed entra a far parte del IV governo De Gasperi come sottosegretario all'agricoltura. Segue la riforma agraria e la legge per il risanamento dei Sassi di Matera. Alla guida di diversi dicasteri nei governi successivi, alla fine degli anni '50 è tra i fautori della corrente dei dorotei, che riunisce la componente di centro del partito. Prudente su una possibile alleanza con i socialisti, ottiene comunque diversi ruoli nei governi di centrosinistra, ma, nel '64, da ministro del Tesoro, contribuisce alla crisi del I governo di Moro con una politica di rigore economico che blocca le riforme auspicate dai progressisti. Alla guida del suo primo e unico esecutivo, dal 1970 al 1972 promuove importanti riforme, tra le quali la legge sul divorzio. L'ultima parte della sua carriera è dedicata al Parlamento Europeo, del quale, nel '77, è eletto Presidente. Nel 2003 il presidente Ciampi lo nomina senatore a vita. - 10 giugno 1940. L'Italia in guerraE85
10 giugno 1940. L'Italia in guerraTra il 30 settembre del 1938, data della conferenza di Monaco, e il 10 giugno del 1940, data in cui annuncia l'ingresso dell'Italia nella Seconda guerra mondiale, Benito Mussolini passa dall'essere il "salvatore della pace" europea a colui che, schierandosi nel conflitto al fianco di Hitler, "pugnala alla schiena" la Francia, come dirà Roosevelt. Un percorso che passa attraverso l'invasione dell'Albania dell'aprile 1939, la successiva stipula del "patto d'acciaio" con la Germania, la dichiarazione di "non belligeranza" dopo l'invasione della Polonia da parte dei nazisti e la reazione di Francia e Gran Bretagna, l'incontro cruciale tra Mussolini e Hitler al Brennero nel marzo del 1940. Alla fine, il Duce, è convinto di poter banchettare a buon mercato al tavolo del vincitore, rompe gli indugi e il 10 giugno annuncia agli italiani che "l'ora delle decisioni irrevocabili" è arrivata e che "la dichiarazione di guerra è già stata consegnata agli ambasciatori di Gran Bretagna e Francia". Ma dietro l'illusione di partecipare a una "guerra lampo", manca una visione militare strategica, come testimonia il discorso pronunciato quel giorno dal balcone di Piazza Venezia a Roma, uno dei peggiori di Mussolini secondo l'opinione condivisa degli storici. Tra gli italiani, che fin lì hanno seguito il Duce a larga maggioranza, cominciano a serpeggiare dubbi e timori che in pochi giorni trovano conferma nel fallimentare attacco alla Francia, già sottomessa dai nazisti. - La fine della guerra in EuropaE86
La fine della guerra in EuropaL'8 maggio 1945, a Berlino, il feldmaresciallo tedesco, Wilhelm Keitel firma l'atto di resa incondizionata della Germania al cospetto dei rappresentanti dei paesi vincitori: Stati Uniti, Inghilterra e Unione Sovietica e Francia. A meno di due settimane dalla morte del capo del fascismo, Benito Mussolini e del Fuhrer del III Reich, Adolf Hitler, la capitolazione tedesca segna la fine della guerra in Europa. Il Victory Europe Day, il giorno in cui tornò la pace in Europa dopo anni tra i più sanguinosi nella storia dell'umanità. Basti pensare che nel corso della Seconda Guerra Mondiale, iniziata il 1° settembre 1939 con l'invasione tedesca della Polonia, hanno perso la vita circa 60 milioni di persone. - Da Hollywood a Via VenetoE87
Da Hollywood a Via VenetoIl 27 gennaio 1949 si sposano a Roma il grande divo hollywoodiano Tyrone Power e la starlette della Metro Goldwin Mayer Linda Christian. In una Italia appena uscita dal difficile periodo del dopoguerra e della ricostruzione, le nozze sono il primo grande evento mondano che si consuma nel nostro Paese e diventano subito il "matrimonio del secolo". Nello stesso tempo inaugurano la stagione della cosiddetta "Hollywood sul Tevere". Grazie anche alle agevolazioni fiscali previste dalla Legge Andreotti, per tutti gli anni Cinquanta centinaia di troupe americane sbarcano in Italia per girare i loro film a Cinecittà, diventata uno dei più attrezzati centri per la produzione cinematografica. Sono gli anni d'oro del divismo e dei paparazzi, di via Veneto e della Dolce vita, immortalata per sempre da Federico Fellini. Roma diventa capitale glamour, centro della vita mondana e anche il nostro cinema produce divi di calibro internazionale, come Gina Lollobrigida o Sophia Loren. Con il miracolo economico e lo sviluppo poderoso dei media, il divismo trova anche altri canali per esprimersi, come la televisione, l'editoria rosa e i fotoromanzi, la musica leggera. - La caccia alle stregheE88
La caccia alle stregheTra il 1400 e il 1600 l'Europa è teatro di un'accanita e sanguinaria caccia alle streghe, che coinvolge circa 50 mila persone, per la maggior parte donne. In Italia, Spagna e Portogallo opera la Santa Inquisizione, mentre nei paesi del nord Europa i processi sono affidati direttamente ai tribunali civili. La Germania è il paese nel quale si svolgono la maggior parte dei processi e dei roghi (circa la metà del totale), mentre in Italia il maggior numero di esecuzioni si registrano in Trentino e nella zona alpina. Perché, proprio mentre la modernità avanza - grazie alle nuove scoperte scientifiche e alle esplorazioni geografiche - in Europa si diffonde la psicosi delle donne possedute dal maligno? Chi sono i maggiori responsabili e le vittime di una delle pagine più buie della nostra storia? - 1973. L'Italia dell'austerityE89
1973. L'Italia dell'austerityIl 6 ottobre 1973, giorno della festività ebraica dello Yom Kippur, le truppe egiziane e siriane attaccano a sorpresa Israele nel Sinai e nel Golan, avanzando pericolosamente verso l'interno del paese. Due settimane dopo, però, Israele riesce a capovolgere la situazione e a respingere l'attacco, grazie anche ai massicci aiuti americani. Battuti sul piano militare, i paesi arabi decidono di vendicarsi contro gli Stati Uniti e l'Europa, alleati di Israele, imponendo un embargo petrolifero senza precedenti. In poche settimane il prezzo del petrolio aumenta di 4 volte, costringendo i governi occidentali ad adottare misure di contenimento del consumo energetico. In Italia si chiamerà "austerity". - Il processo di NorimbergaE90
Il processo di NorimbergaNorimberga, la città che il Fuhrer aveva scelto come teatro per le grandi adunate militari, è ormai un ammasso spettrale di rovine, quando, nel Novembre 1945, si apre il processo contro ventuno dei più importanti gerarchi nazisti. La quantità di documenti presentati dall'accusa è imponente e i massacri che essi portano alla luce sono senza precedenti. Lo stesso capo d'imputazione viene codificato per la prima volta: "crimini contro l'umanità". Il processo è seguito da 240 giornalisti - un numero eccezionale per l'epoca – e, per la prima volta, viene utilizzata la traduzione simultanea in 4 lingue. In tribunale vengono proiettate le immagini girate dai britannici e dagli americani al momento del loro ingresso nei campi di Mauthausen, Buchenwald, Dachau e Bergen-Belsen. L'eco di quelle immagini rimbalzerà ovunque, mostrando al mondo la spaventosa realtà che gran parte dell'opinione pubblica ancora ignorava. - La svolta di SalernoE91
La svolta di SalernoUnità di tutte le forze antifasciste per la liberazione del paese dal dominio nazifascista. Rinvio della questione istituzionale e della deposizione della Monarchia alla fine della guerra. Formazione di un governo espressione delle forze politiche democratiche. Sono queste le linee politiche essenziali dettate dal leader comunista Palmiro Togliatti - in accordo con l'Unione Sovietica – al suo rientro in Italia dall'esilio, nel marzo del 1944: passano alla storia come "la svolta di Salerno", un passaggio cruciale per la vita del Paese nell'ultimo anno di guerra e negli anni a venire, accolto a fatica dalle forze politiche antifasciste dell'epoca, a partire dagli esponenti di spicco del PCI. - Il mito di Roma nel FascismoE92
Il mito di Roma nel FascismoIl fascio littorio, il passo romano, il saluto romano sono solo alcuni dei simboli derivati dall'Antica Roma che il fascismo utilizza, e in gran parte reinventa, a scopo propagandistico e politico. Il richiamo alla romanità non si limita però soltanto all'apparato simbolico, ma si estende all'architettura e all'urbanistica. Architetti e urbanisti del regime sperimentano nella Capitale i più numerosi e discussi interventi: i cosiddetti sventramenti del centro storico. L'"uomo nuovo", che il fascismo si propone di forgiare, assume i tratti del cittadino romano, mentre il regime di Mussolini si vota a ripetere le gesta della Roma imperiale. Un obbiettivo che il fascismo pensa di aver raggiunto con la conquista dell'Etiopia, quando il mito della Roma imperiale sembra trasformarsi in realtà. - La fine della Guerra FreddaE93
La fine della Guerra FreddaLa divisione del mondo in due blocchi, inaugurata alla fine della Seconda Guerra Mondiale, termina ufficialmente tra il 1989 e il 1991, con la caduta dei regimi comunisti dell'est e la dissoluzione dell'URSS. Ma il mondo bipolare, già dagli anni Settanta, è in crisi, e tanto i paesi del blocco sovietico quanto quelli occidentali sono attraversati da divisioni e conflitti. Alcuni paesi si rafforzano economicamente, l'Europa va avanti nel suo processo di integrazione, l'America, sconfitta in Vietnam, conosce una grave crisi. Nel frattempo, il raggiunto equilibrio militare tra i due blocchi porta ad una serie di accordi per la limitazione delle armi strategiche. A metà degli anni Ottanta che Michail Gorbaciov, l'uomo nuovo del Cremlino, lancia il progetto di un nuovo ordine mondiale che di fatto metta fine alla guerra fredda. Il fallimento del sistema sovietico porta alla sconfitta del "nuovo modo di pensare" di Gorbacev e gli USA appaiono come l'unica potenza vincitrice della guerra fredda. Ma la realtà è molto più complessa e nei decenni successivi si profila un nuovo mondo multipolare, dove si moltiplicano gli attori e i conflitti e torna lo spettro della guerra atomica. - La Milano del BoomE94
La Milano del BoomNel secondo dopoguerra, Milano deve affrontare una difficile ricostruzione. I bombardamenti alleati ne hanno distrutto case, palazzi, uffici amministrativi, musei. Per il capoluogo lombardo, però, è l’occasione di avviare una rinascita urbanistica e architettonica che, tra gli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso, cambia il volto della città. In quel periodo si costruiscono nuovi quartieri per dare alloggio agli sfollati e per accogliere il grande flusso di immigrati dalle regioni meridionali. Vengono eretti molti grattacieli, tra cui il Pirelli, che assurge a simbolo del boom. Milano, attraverso un modello di sviluppo imprenditoriale fatto di eccellenze individuali, diventa il volano dell’economia italiana e la cultura, con romanzi, saggi e pellicole cinematografiche, non mancherà di raccontare questi anni eccezionali, pur tra luci e ombre. - Giovanni GentileE95
Giovanni GentileSeguace della scuola idealistica italiana, fondatore con Benedetto Croce della rivista "La Critica", Giovanni Gentile è già agli inizi del Novecento uno dei filosofi più importanti e originali del nostro panorama. Dal punto di vista politico è cruciale, nel 1922, la nomina da indipendente a ministro della pubblica istruzione nel primo governo Mussolini. Poco dopo, Gentile aderisce al fascismo e diventa uno degli intellettuali più potenti e prestigiosi del regime, a capo di istituzioni importanti come l'Istituto di cultura fascista e l'Enciclopedia. Ruoli che lo rendono però anche molto esposto agli attacchi, sia dai sostenitori che dagli oppositori del fascismo. Il 15 aprile 1944, Gentile viene ucciso da un commando di partigiani. - La Jugoslavia di TitoE96
La Jugoslavia di TitoIl comunista Tito, con la sua scelta di non piegarsi alle direttive di Stalin nel giugno 1948, è passato alla storia come uno dei leader più influenti dell'Europa del dopoguerra. E il ruolo dei partigiani titini nella lotta contro le forze nazifasciste e la speciale posizione geografica della Jugoslavia hanno reso meno scontato fin dall'inizio il diritto della potenza sovietica ad esercitare sul governo di Tito la stessa egemonia imposta agli altri paesi dell'Europa orientale. - La guerra di CrimeaE97
La guerra di CrimeaLa guerra di Crimea, che vede contrapposta la Russia dello zar Nicola I e gli eserciti alleati di Turchia, Francia e Inghilterra, è il più grande conflitto internazionale dopo le guerre napoleoniche ed è considerata la prima guerra moderna: è la prima che viene documentata da un inviato e da un fotografo; la prima che impiega armi da fuoco efficaci, a canna rigata; la prima che usufruisce di un corpo di infermiere per assistere i feriti. In risposta a un tentativo di espansione russa a spese dell'Impero ottomano, gli alleati accerchiano l'esercito dello zar a Sebastopoli, sul Mar Nero, dove è ormeggiata la flotta russa. Decimati dal colera, iniziano un assedio logorante che durerà più di un anno. Anche il piccolo Piemonte entra in guerra, alla fine dell'inverno, per assicurare forze fresche agli eserciti alleati stremati. Cavour potrà così sedere al tavolo della pace e perorare la causa dell'indipendenza italiana in un consesso internazionale, stringendo un'importante alleanza con la Francia. Il prezzo della sconfitta russa sarà di quasi un milione di morti e darà all'Europa un assaggio di ciò che l'attende con la Prima Guerra Mondiale. - Giuseppe Bottai, fascista criticoE98
Giuseppe Bottai, fascista criticoNegli anni '20 Giuseppe Bottai è tra i personaggi più in vista del fascismo romano. La mattina del 28 ottobre 1922 si trova a 25 chilometri dalla Capitale, alla testa di una colonna di miliziani che conta circa 8000 uomini. Aspetta il segnale di Mussolini per marciare su Roma. Ex ardito, intellettuale, è sicuramente il più illuminato, colto e lungimirante tra i gerarchi che collaborano con il Duce. La sua carriera politica è un susseguirsi di successi: dalla redazione dell'ufficio romano del "Popolo d'Italia", all'elezione alla Camera dei deputati nella lista del Blocco nazionale. E poi, ministro delle Corporazioni, professore di Politica ed economia corporativa all'Università di Pisa, presidente dell'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, governatore di Roma e ministro dell'Educazione Nazionale. Il 25 luglio 1943 Bottai vota a favore dell'ordine del giorno Grandi, che sfiducia Mussolini, contribuendo a far cadere quel regime di cui egli stesso è stato fino a quel momento un ingranaggio fondamentale. - Le stragi nazisteE99
Le stragi nazisteSono circa 6 mila gli episodi di violenza scatenati dai nazisti e dai fascisti in Italia tra il 1943 e il 1945, con un esito di 25 mila vittime inermi. Ma per quale ragione nazisti e fascisti uccisero indiscriminatamente? E quali furono le modalità stragiste più diffuse? I numeri in continuo aggiornamento dell'Atlante delle stragi naziste e fasciste - il database realizzato dall'Istituto Parri e dall'Anpi - contribuiscono a ridefinire la portata e il significato della strategia di guerra applicata, dal Sud al Nord della penisola, dagli occupanti tedeschi e dai collaborazionisti della Repubblica Sociale Italiana, a danno delle popolazioni locali. Dalle recrudescenze a Napoli, all'indomani della liberazione della città, fino ai più cruenti episodi di rappresaglia - come quello delle Fosse Ardeatine a Roma - o di rastrellamento - come nel caso di Monte Sole vicino a Bologna, fino ai meno noti episodi di strage per desertificazione, come quello di Pietransieri in Abruzzo. - I fronti popolariE100
I fronti popolariNell'agosto del 1935, il VII Congresso del Comintern dichiara ufficialmente, per la prima volta, che la Germania del Terzo Reich rappresenta il principale pericolo per la pace mondiale. La nuova parola d'ordine è la mobilitazione generale delle forze antifasciste. I partiti comunisti europei, pertanto, devono favorire la formazione di governi di Fronte popolare che siano espressione delle classi lavoratrici e che lottino contro il fascismo. Alle elezioni politiche che si tengono in Spagna nel 1936, i comunisti si schierano insieme ai repubblicani e ai socialisti nella coalizione di Frente Popular. Ma le attese rivoluzionarie che accolgono la vittoria delle sinistre verranno travolte dalla sedizione di Franco e dalla guerra civile. Nel maggio 1936, anche in Francia le elezioni politiche vedono le forze di sinistra schierarsi unite in una coalizione di Front populaire. E' un successo clamoroso. Ma il nuovo governo a guida socialista deve misurarsi con la grave depressione economica e la minaccia della destra reazionaria: l'auspicata rivoluzione pacifica si risolve in un nulla di fa. - Expo Parigi 1900E101
Expo Parigi 1900Il 14 aprile 1900 prende il via, a Parigi, la tredicesima Esposizione Universale, l'evento internazionale più importante dell'epoca. La capitale francese ha già ospitato la manifestazione quattro volte: nel 1855, nel 1867, nel 1878, e nel 1889. Ma questa edizione è il saluto al nuovo secolo, che si preannuncia carico di novità. Cinquanta milioni di persone giungono da ogni parte del pianeta, per vedere le meraviglie di un mondo in rapido cambiamento, a partire dalla prima linea del metrò. L'Expo parigina è il culmine di quella che sarà ribattezzata dagli storici la Belle époque. L'Europa immagina un futuro di pace e benessere. Ma non mancano le inquietudini, che da lì a poco si concretizzeranno con lo scoppio della Grande Guerra. - Raffaello. L'arte e le ideeE102
Raffaello. L'arte e le ideeUno dei più grandi maestri del Rinascimento, Raffaello Sanzio, poco più che ventenne approda nella maestosa Roma di Giulio II, partendo dalla vivace Urbino dei Montefeltro, dove è cresciuto nella bottega del padre. E’ già un pittore affermato e il “Papa guerriero”, che sta cambiando il volto della città, gli commissiona gli affreschi delle stanze Vaticane. L’affresco delle stanze Vaticane è solo il primo di una lunga serie di prestigiosi incarichi, che continuano sotto il pontificato di Leone X e marcano la brillante carriera di Raffaello. Quando muore, a soli 37 anni, esattamente 500 anni fa, è il più importante artista e architetto del suo tempo: dirige la Fabbrica di San Pietro ed è anche il primo soprintendente ante litteram alle antichità. - La guerra di LibiaE103
La guerra di LibiaI primi di ottobre 1912, il bombardamento del porto di Tripoli da parte di incrociatori e corazzate della Regia Marina segna l’inizio dell’invasione italiana della Libia. L’operazione si inserisce nella guerra italo-turca, che l’Italia combatte dal 1911 contro l’Impero ottomano. Il conflitto si conclude a favore degli italiani, con il trattato di pace di Losanna del 12 ottobre. Ma la resistenza dei libici contro gli occupanti continua. Per avere il controllo completo della regione, gli italiani impiegheranno vent’anni, combattendo fino al 1931 un conflitto irregolare, fatto di operazioni di guerra e di guerriglia, che non risparmiano feroci atrocità contro i civili della Tripolitana e della Cirenaica. Dopo una colonizzazione avviata e mai del tutto decollata, la pagina degli italiani in Libia si chiude nel gennaio 1943, con l’ingresso delle truppe britanniche vittoriose a Tripoli. - L'Italia dei consumiE104
L'Italia dei consumiA partire dalla seconda metà dell'Ottocento, i luoghi e i modi del consumo in Italia si trasformano completamente. Una corsa inarrestabile, dalla piccola bottega su strada, al grande centro commerciale fuori città, fino all'e-commerce di oggi. Il primo segnale di cambiamento appare a Milano, a pochi anni dall'unità d'Italia, con la galleria Vittorio Emanuele II. Seguendo l'esempio dei passages parigini, la nuova galleria commerciale un luogo di passeggio coperto, dove i clienti possono ammirare i prodotti esposti in eleganti vetrine. Dieci anni dopo, sempre a Milano, nascono i primi grandi magazzini italiani. Le merci sono ora alla diretta portata dei clienti, che possono guardarle, toccarle, sceglierle. All'inizio si tratta solo di confezioni di lusso, ma, nel 1928, arriva il grande magazzino a prezzo unico, su modello americano. il punto di partenza di un cambiamento radicale, che si compie con il boom economico, quando, alla fine degli anni '50, la grande distribuzione entra nel settore alimentare e anche in Italia aprono i primi supermercati. - Il Vietnam e la contestazioneE105
Il Vietnam e la contestazioneNoi la ricordiamo come ‘la guerra del Vietnam. I vietnamiti, invece, come ‘la guerra americana’, per distinguerla da quella che avevano combattuto fino a pochi anni prima contro la Francia. Il conflitto, che dal 1964 al 1975 ha impegnato gli Stati Uniti in Vietnam, provocando tra i 3 e i 4 milioni di morti, è stata una prova di forza epocale, dalla quale la prima superpotenza del mondo è uscita sconfitta non solo sul piano militare, ma anche su quello politico e morale. Una violenta contestazione ha accompagnato quegli anni di guerra e ha scosso l’America fino a metterne in crisi i valori fondamentali. - Marco Polo e il MilioneE106
Marco Polo e il MilioneIl mercante veneziano Marco Polo è stato il primo viaggiatore a svelare al mondo occidentale le meraviglie dell’oriente e del grande impero del Catai. Partito giovanissimo da Venezia, nel 1271, insieme al padre e allo zio percorre l’intera via della seta e, in tre anni, raggiunge Shengdu, la capitale dell’immenso impero mongolo, che all’epoca comprende anche la Cina. Rimane alla corte dell’imperatore Kubilai Khan per quasi 20 anni. Tornato in Italia e catturato dai genovesi nella seconda guerra tra le repubbliche marinare di Genova e Venezia, in carcere detta a un cantastorie, Rustichello da Pisa, le sue memorie, che diventeranno “Il Milione”. Capolavoro della letteratura di viaggio, ma anche trattato enciclopedico sull’oriente, nonostante alcuni storici ne mettano oggi in dubbio la veridicità, a causa di alcune omissioni importanti sulla cultura cinese dell’epoca. - CavourE107
CavourPolitico di genio, giornalista, statista, Camillo Benso conte di Cavour è un uomo dallo spirito curioso e appassionato. Prima di diventare l’uomo politico lungimirante che invia le truppe piemontesi in Crimea per sedere al tavolo dei vincitori e tessere così il complesso disegno diplomatico che porterà all’unità d’Italia, Cavour è un brillante uomo d’affari, che gestisce con profitto le tenute di famiglia, sperimentando metodi di gestione e strumenti di lavoro sempre all’avanguardia. Liberale curioso, Cavour viaggia alla ricerca di nuove idee e delle ultime novità in campo economico e tecnologico. Lontano dall’essere soltanto il freddo stratega che i manuali di storia hanno dipinto, la sua vita è attraversata anche da grandi amori: donne alle quali ha lasciato lettere cariche di passione. - La Lega ArabaE108
La Lega ArabaAlla fine della Prima Guerra Mondiale, il sogno di creare una grande nazione araba sulle ceneri dell'impero ottomano in dissoluzione si infrange contro gli interessi di Francia e Inghilterra, che si spartiscono il Medio Oriente. Mentre crescono le istanze indipendentiste, intanto, nei paesi arabi il sentimento di frustrazione rinforza l'esigenza di unire le forze per porre fine agli appetiti stranieri. Il 22 marzo 1945, al Cairo, nasce così la Lega Araba. - Malaparte un maledetto italianoE109
Malaparte un maledetto italianoNato a Prato nel 1898, Curzio Malaparte, vero nome Kurt Suckert, è una delle personalità più controverse e affascinanti del panorama letterario italiano del secolo scorso. Volontario nella grande guerra, fascista intransigente negli anni del delitto Matteotti, inviato al confino nel 1933, è autore dei due grandi libri: Kaputt e La pelle. Nel Dopoguerra si avvicina a Palmiro Togliatti e, addirittura, secondo alcune ricostruzioni, si converte al cristianesimo in punto di morte. - Lo sbarco in NormandiaE110
Lo sbarco in NormandiaInverno 1941. I tedeschi iniziano a costruire il Vallo Atlantico, un’imponente serie di fortificazioni lungo la costa europea, a difesa dei territori che hanno occupato. Churchill, Roosevelt e Stalin hanno appena deciso di coordinare le operazioni belliche dei loro tre Paesi in funzione antinazista, aprendo un nuovo fronte bellico nell’Europa Occidentale. Per gli alleati, il luogo naturale dal quale far partire il nuovo fronte sarebbe il passo di Calais: il punto in cui la traversata marittima dall’Inghilterra è più breve, con un facile accesso alla Germania. Ma la scelta sarà un'altra. - Sant'AgostinoE111
Sant'AgostinoGiovane ribelle, formidabile retore, sacerdote, vescovo, dottore della Chiesa, Agostino di Ippona ha dedicato la vita alla ricerca della verità ed è stato uno dei più grandi teologi del Cristianesimo. La sua opera immensa, dalle Confessioni a La città di Dio, ha segnato la storia della Chiesa e dell’intera filosofia occidentale. Dapprima fervido seguace della setta dei Manichei, Agostino si converte al Cristianesimo nel 387, dopo un decisivo incontro con il vescovo di Milano Ambrogio. Tornato in Numidia, l’odierna Algeria, sua terra natale, diventa vescovo di Ippona e lo rimane fino alla morte, partecipando intensamente alla vita della Chiesa e alla lotta contro le eresie. E’ il 28 agosto del 430. Poco dopo, la città viene saccheggiata e data alle fiamme, ma miracolosamente la sua immensa biblioteca viene risparmiata. - La Beat GenerationE112
La Beat GenerationTra gli anni Cinquanta e i Sessanta, negli Stati Uniti, un piccolo gruppo di scrittori e poeti newyorkesi usa la letteratura per sfidare i valori dominanti e il conformismo della società. Allen Ginsberg, Jack Kerouac, William Burroughs, Gregory Corso sono i fondatori del movimento letterario della “beat generation”, che presto trasferisce il suo centro a San Francisco. I poeti beat celebrano la vita di strada, l’alcool, la musica be-bop suonata nei fumosi locali jazz, denunciando materialità, repressione dei costumi e vuotezza spirituale. Con i loro testi e il loro stile di vita mettono in moto una vera e propria rivoluzione del pensiero che ispirerà i movimenti contestatari giovanili degli anni '60 e lascerà un’impronta profondissima nella cultura occidentale dei decenni successivi. - La Strage di CefaloniaE113
La Strage di CefaloniaDopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, l'esercito italiano si dissolve e i reparti militari all’estero non sanno come agire. Il generale Antonio Gandin, che a Cefalonia comanda i 12.000 uomini della Divisione Acqui, riceve ordini contraddittori, mentre i tedeschi, con un ultimatum, intimano agli italiani di cedere le armi. Soli e senza rinforzi, Gandin e i suoi uomini respingono l’ultimatum e scelgono di resistere ad oltranza, malgrado la disparità delle forze in campo. La battaglia di Cefalonia dura una settimana, al termine della quale gli italiani sono costretti alla resa. I tedeschi giustiziano brutalmente migliaia di soldati e ufficiali, provocando la più sanguinosa strage di militari italiani della Seconda guerra mondiale. Dopo anni di tentativi per rendere giustizia alle vittime di Cefalonia, il primo e unico processo sulla strage si è concluso il 18 ottobre 2013, con la condanna all’ergastolo dell’allora caporale Alfred Stork. - La Guerra civile in LibanoE114
La Guerra civile in LibanoAll’inizio degli anni ‘70 il Libano è un complesso mosaico di gruppi confessionali, sia cristiani, sia musulmani. Il Patto nazionale, siglato nel 1943, ha ordinato la spartizione del potere politico e istituzionale tra le diverse comunità in modo proporzionale al numero dei rispettivi appartenenti, concedendo la preminenza alla comunità cristiano-maronita, seguita da quella sunnita e poi da quella sciita. Negli anni, però, il rapporto numerico tra i vari gruppi è cambiato a scapito dei maroniti, grazie anche al massiccio ingresso nel paese di profughi palestinesi dell’esodo, che hanno stabilito in Libano la principale base operativa della resistenza. I musulmani libanesi, riuniti intorno al Movimento Nazionale del druso Kamal Jumblatt, rivendicano un adeguamento delle quote di potere e formano un unico fronte con la resistenza palestinese. Sul fronte opposto, le milizie della destra cristiano-maronita del Partito falangista di Pierre Gemayel. - Le CrocerossineE115
Le CrocerossineLa storia dell'umanitarismo internazionale è strettamente legata alla nascita della Croce Rossa e all'opera prestata dalle donne sui campi di battaglia, a partire dalla seconda metà dell'800. Vicende ripercorse da Paolo Mieli con la professoressa Silvia Salvatici in questa puntata di ''Passato e Presente''. Le donne e gli uomini che hanno prima ispirato e poi realizzato la nascita del Comitato internazionale della Croce Rossa hanno contribuito a salvare le vite di milioni di persone, non solo in tempo di guerra, ma anche nei tempi di pace funestati da carestie, epidemie, migrazioni forzate. Le Convenzioni stipulate a Ginevra tra Ottocento e Novecento hanno progressivamente esteso le tutele e i diritti inizialmente riservati ai feriti degli eserciti in guerra, ai prigionieri e poi alle popolazioni civili, anche in tempo di pace. In Italia, dove il Comitato della Croce Rossa nasce nel 1864, l'opera del corpo delle infermiere volontarie, note come ''crocerossine,'' inizia nel 1908 e, a partire dalla Prima Guerra Mondiale, segna una presenza importante delle donne nella sfera pubblica.